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8° Concorso del Turtèl Sguasaròt tra Sermide, Felonica, Carbonara, Borgofranco e Magnacavallo. Vince ancora Felonica

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di Siro Mantovani

A Sermide (MN) ha trionfato il turtél sguasaròt di Felonica. Anche l’ottava edizione dell’omonimo concorso intercomunale ha visto trionfare la prelibata pietanza preparata da Franca Veraldi, vincitrice di ben quattro sfide su otto.
Il pomeriggio sguazzarotto è cominciato in saletta civica nel ricordo di Maurizio “Icio” Santini, ideatore del concorso e fondatore della Confraternita che, assieme a Sermidiana Magazine, ha organizzato la manifestazione. Chiara Mora, redattrice del mensile, ha presentato; prima il direttore Luigi Lui, che ha illustrato il libro di Santini “Una vita di ricette”, poi il video del servizio che “Geo & Geo” (Rai Tre) ha dedicato l’hanno scorso alla Confraternita del Turtél Sguasaròt. I sindaci di Sermide e Felonica, rivolgendosi e complimentandosi con gli organizzatori, sono stati concordi nel ribadire che «Icio oggi è qui in mezzo a noi, perché state portando avanti nel modo migliore quello che sognava. A voi spetta il compito di proseguire senza la mano maestra di Icio, ma lui certamente saprà infondervi la forza di continuare al meglio».
Poi via al concorso, con il confronto fra Franca Veraldi (Pro Loco di Felonica), Maurizia Cavatton, Vanna Semeghini, Edda Doffini, Paola Grechi, Giuseppe Arrivabeni, Wilma Cavallini, Franca Bocchi, Elisa Mantovani e la signora Pia per la Pro Loco di Borgofranco.
A dirimere la disfida una giuria composta dall’esperto degustatore Cornelio Marini, dal nostro direttore Andrea Dal Cero, da Giuseppe Pellecchi e Carlo Ballarini dell’Accademia Italiana della Cucina e da Fabrizio Lonardi della Confraternita dei Nostalgici del Tabàr di S.Antonio Abate di Concamarise (Vr). L’analisi sensitiva e gustativa degli intenditori ha premiato il turtèl sgasaròt felonichese, servito in tavola, come gli altri, da studenti della scuola alberghiera di Poggio Rusco e degustato anche dal numeroso pubblico presente.
Ha 350 anni ma non li dimostra. Il turtèl sguasaròt ancora sopravvive solo sulle tavole di cinque comuni dell’estrema Bassa mantovana: Sermide, Felonica, Carbonara, Borgofranco e Magnacavallo. Nato come primo piatto, nel tempo è divenuto dessert mutando anche gli ingredienti. Oggi sono davvero poche le razdóre e gli chef abili a prepararlo in mille modi; quello classico è una sfoglia fritta o lessata, ripiena di fagioli, castagne e mostarda, cotta in brodo sempre di fagioli e annegata nella “pavràda” (spremuta di mandarino o arancia, vino cotto e conserva di prugne.
Grazie all’impegno di ‘Icio’ Santini e dei suoi “confratelli” dal 2008 è partita l’operazione di deposito di ricetta e marchio del tortello e, con l’aiuto dell’Accademia Italiana della Cucina, dell’ottenimento della denominazione di Prodotto Tipico Lombardo. Oltre al concorso, la Confraternita mira ad inserire il piatto nei menù dei ristoranti e degli agriturismi di questo angolo lombardo bagnato dal Po.