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A Novellara (RE), 12 metri per il nuovo Ponte di Sculazzo, con un pizzico di storia

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di Gabriele Arlotti

Reggio Emilia (17 novembre 2015) “La buona notizia è che oggi la nostra comunità ha un nuovo ponte, di ben 12 metri, scaturito dalla collaborazione tra il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che ringrazio, e il nostro Comune”. Parole di Elena Carletti, sindaco di Novellara, nell’annunciare la conclusione dei lavori per il quasi rifacimento del Ponte su via Donizetti, in località Sculazzo, che oltrepassa il Collettore Acque Basse, lungo la comunale Novellara-Villarotta Cò di Sotto “un luogo di agricoltura, pesca sportiva ma anche di passaggio per la vita di tutti i giorni: nei ponti c’è la vita e lo sviluppo di una comunità”, aggiunge il sindaco.
“Se pensiamo a questo ponte – prosegue Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale – dobbiamo pensare ai primi due decenni del secolo scorso quando il nostro territorio fu oggetto di una straordinaria opera di sistemazione idraulica e occorse separare su due livelli gli scoli che scendevano da monte, quindi le acque alte dalle acque basse: una straordinaria opera che, ancora oggi, il nostro Consorzio mantiene”.
La collaborazione tra Comune che diede i natali ad Augusto Daolio dei Nomadi – e che nel frattempo era divenuto proprietario del ponte – e il Consorzio dell’Emilia Centrale è stata di fatto formalizzata in una apposita convenzione, grazie alla quale si è reso possibile l’intervento dei tecnici di Bonifica. Soprattutto dopo che, nel 2012, si erano ulteriormente aggravate le condizioni di questo manufatto idraulico.
“Il ponte viene realizzato della Bonifica Parma Moglia nei primi anni ‘20 del secolo scorso – spiega l’ingegner Matteo Giovanardi, progettista e direttore dei lavori della nuova opera – contestualmente alla realizzazione di quella che oggi è via Donizetti. Ampliato nel 1929, è un manufatto nevralgico dato che la sua storia è strettamente legata alla realizzazione del Collettore Acque Basse Reggiane”.
Da allora, però, il ponte aveva via via evidenziato la sua vetustà col correre degli anni: presentava numerose problematiche statiche con gravi lesioni in corrispondenza delle spalle laterali e dei muri di contenimento della strada che, addirittura, erano notevolmente ‘fuori piombo’ con evidenti lesioni da taglio. Inoltre, i ferri dell’armatura dell’impalcato risultavano visibili e altro ancora.
“Per tutti questi motivi – aggiunge l’ingegnere – la circolazione di automezzi sul ponte è stata completamente vietata per circa una decina di anni e ciò ha comportato notevoli disagi sia per agricoltori della zona ma anche per chi durante il fine settimana amava passeggiare per il territorio delle valli di Novellara. Si è quindi deciso di realizzare un nuovo ponte completamente indipendente dal punto di vista statico da quello attuale e che ‘inglobasse’ il predetto. La nuova struttura è costituita da una soletta di impalcato in cemento armato di luce di 12 metri posta al di sopra della soletta attuale e con appoggio su spalle e contrafforti laterali che scaricano i carichi su pali di fondazione lunghi 11 metri”.
“Dal momento che il ponte è soggetto a vincolo architettonico da parte della Soprintendenza dei beni culturali di Bologna, è stato anche condotto un attento e curato restauro e consolidamento delle parti in muratura e cemento armato esistenti, e dei parapetti in acciaio originari. La realizzazione della nuova opera e di predetti interventi di consolidamento, a cura del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, ha comportato una spesa di 200.000 euro finanziati dal Comune di Novellara”, conclude Giovanardi.

Approfondimento – Acque alte e acque basse: un ingegnoso sistema

Le acque alte scorrono in zone alla quota di 25 metri sul livello del mare e si trovano nella parte meridionale del comprensorio. Queste acque vengono convogliate, attraverso i cavi Bondeno, Naviglio, Tresinaro e Lama, in un unico collettore, chiamato cavo Parmigiana-Moglia o cavo Fiuma. Tale collettore scarica le acque provenienti dalle terre alte, per caduta libera, nel fiume Secchia in località Bondanello (Moglia).
Le acque basse scorrono al di sotto di tale quota nella parte settentrionale; esse confluiscono in due canali di scolo principali: il Collettore Acque Basse Reggiane e il Collettore Acque Basse Modenesi.
Si tratta di due collettori non arginati, integrati da una rete di canali secondari, capaci di drenare il territorio ad essi circostante, sottopassando con appositi manufatti i cavi delle acque alte. Questi si riuniscono poi in un Canale Emissario che sottopassa il cavo Parmigiana-Moglia alla botte S. Prospero, e convoglia le acque basse alla Secchia presso l’impianto idrovoro di S. Siro.