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Pioggia nel cuneese e ancora allagamenti nei circoli remieri torinesi

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ancora allagamenti nei circoli remieri torinesi - foto lastampa.it

Ancora giornate di maltempo nel tratto cuneese del Po e ancora problemi  per i circoli remieri del tratto torinese. Arpa Piemonte fa sapere che “Permane l’allerta gialla per rischio idrogeologico localizzato sulle zone montane e pedemontane del cuneese” ma anche che “I livelli idrometrici della rete idrografica principale e secondaria del cuneese sono generalmente in calo o stazionari e si mantengono al di sotto dei livelli di guardia”.

Nonostante il moderato ma giustificato ottimismo dell’Ente nei riguardi dell’evoluzione della situazione in generale, dobbiamo però riportare la voce dei circoli remieri torinesi che, ancora una volta, sono stati presi alla sprovvista dall’onda di piena generata dalle precipitazioni dei giorni scorsi.

“Dall’alluvione del 2016 abbiamo subito almeno altre quattro piene – afferma Gian Luigi Favero, presidente della società Canottieri Armida – e se da allora ci siamo faticosamente ripresi, senza mai aver ricevuto alcun rimborso, spesso siamo con i piedi a mollo. Questa volta è andata bene perché la piena è stata di mattina, ma se fosse stato di notte o in un giorno festivo, non ce la saremmo cavata. Chiediamo solo una migliore ed efficace comunicazione. Di avvertirci se, e quando e come, muovono le dighe, che spostano di metri l’altezza dell’acqua. Di dirci quando nel cuneese – dove si crea l’onda che arriva a noi – sta piovendo intensamente. Di avvertirci in tempo, magari con proiezioni matematiche”.

Per tutta la giornata di ieri, nelle società, le barche sono state portate più in alto possibile rispetto al Po. Con i piedi nell’acqua gelida per lo scioglimento delle nevi, gli Amici del Fiume, Cus, Cerea, Eridano, Caprera, Esperia.

“Basterebbe solo comunicarci le piene in modo diverso – dice Alberto Tapparo, presidente del Caprera – non ci servono i livelli idrometrici dei murazzi, ci servono notizie date prima e specifiche”. “Il sistema di allertamento non funziona, non a caso abbiamo iniziato a lavorare molto prima del sms che ci avvertiva della piena – dice Mauro Crosio, presidente degli Amici del Fiume – tanto più che queste potranno arrecare sempre più danni visto il degrado delle sponde”. “A Torino continua a mancare una cultura del fiume – aggiunge  Mario Italiano, consigliere della Federazione Italiana Canottaggio – argini crollati da anni mai rimessi a posto, Valentino Valentina e Genna affondate, il fondale mai più dragato, le alghe”.