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Abusi, minacce e favori alla cosca: così Brescello è diventata terra di mafia

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Pubblicata la relazione del ministro Angelino Alfano al Presidente della Repubblica che riporta la lista dei favori dati e ricevuti da esponenti della cosca Grande Aracri all’amministrazione comunale sciolta per mafia.

Brescello (Reggio Emilia) – Favori ai parenti dei mafiosi, speculazioni edilizie sospette, varianti urbanistiche a rischio di infiltrazioni e appalti a ditte successivamente interdette sempre per mafia. Il tutto condito da una condiscendenza tra amministratori pubblici e personaggi aderenti alla cosca di ‘ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro che nel volgere di vent’anni ha letteralmente liquefatto la narrazione nazional popolare che da sempre caratterizza Brescello, primo comune sciolto per mafia in Emilia-Romagna.

 

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