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Sversamento di idrocarburi a Brandizzo e Volpiano

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La situazione meteo sta volgendo al bello, i terreni iniziano ad asciugare e i fiumi a tornare al consueto livello, più o meno lentamente. Purtroppo il ritorno alla normalità non sempre è indolore. A volte si contano i danni. L’acqua, quando esonda, va dove riesce.

A volte trova abitazioni, strade, campi, a volte industrie e in questi casi i danni possono essere molto preoccupanti.

Da lunedì 25 ad esempio il Comune di Brandizzo, siamo nella seconda cintura di Torino, ha emesso un’ordinanza per vietare in modo assoluto il prelievo di acque dal torrente Bendola e dai canali limitrofi, nonché di consumare prodotti agricoli provenienti da terreni interessati dall’esondazione dei giorni precedenti. Stessa ordinanza è stata emessa anche dal sindaco del comune limitrofo, Volpiano.

Perché? Cos’è successo? Purtroppo in questo caso si tratta d’inquinamento, a causa di sversamento di idrocarburi, avvenuto nel deposito Eni che proprio a Volpiano ha uno stabilimento.

Un forte odore di gasolio ha spinto alcuni cittadini a chiamare i Vigili del Fuoco. Subito è stata allertata anche Arpa Piemonte, che dopo gli opportuni accertamenti ha potuto confermare lo sversamento d’idrocarburi. La stessa Arpa ipotizza che il problema sia nato per l’esondazione di un canale vicino allo stabilimento.

L’acqua così fuoriuscita ha invaso i pozzetti di scarico della fogna oleosa per la raccolta delle perdite d’idrocarburi durante le manovre di carico. Queste acque che normalmente sarebbero state depurate si sono invece riversate sul piazzale e sui campi circostanti “probabilmente contaminando il Rio Bendola”. I vigili stessi sembra abbiano tentato di arginare il “defluire continuo” d’idrocarburi nelle acque dello scolmatore del torrente Bendola, tra l’altro senza riuscirci.

Arpa però nella stessa nota esclude che la parte produttiva dell’impianto e il deposito vero e proprio possano aver contribuito al problema.

Il comune di Volpiano precisa però che il problema non riguarda l’acqua potabile proveniente dall’acquedotto SMAT. La sola acqua interessata è quella del torrente Bendola e dei canali limitrofi la cui acqua è usata per irrigare i campi e abbeverare gli animali.

Al momento si attendono gli esiti dei campionamenti effettuati.