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Alluvione a Moncalieri, tre anni dopo

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La nuova perturbazione si sta facendo sentire: ieri, domenica 24 era stata dichiarata allerta rossa nell’alessandrino, astigiano e nelle Valli di Lanzo e Orco. Durante la giornata il Po ha raggiunto il livello di guardia ovunque e a Moncalieri in particolare ha superato il livello di pericolo.

Stessa condizione per il Chisola, un torrente di 96 km che proprio nel territorio moncalierese si immette nel Grande Fiume. Chi ricorda il Chisola? Era il torrente che in questi stessi giorni del 2016 esondò allagando 6 borgate di Moncalieri, comune della prima cintura torinese.

Sabato mattina il convegno Alluvione Moncalieri, tre anni dopo ha riflettuto su quanto avvenne allora.

Tra i relatori sono apparsi nomi di spicco come Franco Correggia e Luca Mercalli. Il primo, naturalista, presidente dell’Associazione Terra, boschi, gente e memorie e collaboratore della Scuola di Sostenibilità del Polo Universitario Astigiano, ha fornito un quadro scientifico e storico insieme della biosfera.

Nome molto speso in questo periodo ma spesso non ben chiaro. Bene, questa Biosfera è una sottile striscia di 20 km di spessore costituita da tutto ciò che è vivente e dalle relazioni e interazioni tra questi elementi. Anche noi ne facciamo parte e purtroppo proprio noi esseri umani la stiamo mettendo in pericolo ad una velocità esorbitante. Il paragone di Correggia è preoccupante: la vita sul Pianeta Terra è iniziata 4 miliardi di anni fa ma se tutta questa storia fosse un anno solare, la rivoluzione industriale avverrebbe alle 23.45 del 31 dicembre. Abbiamo di fronte la sesta estinzione di massa, la prima provocata da una sola specie, la nostra. Cosa fare? Correggia non ha dubbi. Si tratta di mettere al sicuro quelli che sono gli hotspot di biodiversità quali ad esempio la Foresta Amazzonica, la Tundra, le barriere coralline e gli ambienti umidi, siano essi di acqua ferma che di acqua corrente. Su scala locale abbiamo il dovere di difendere gli ambienti naturali che abbiamo ovunque essi si presentino.

Con il passaggio agli ambienti umidi, ha preso la parola Luca Mercalli, climatologo, Presidente della Società Metereologica Italiana, consigliere Ispra e docente di sostenibilità ambientale. Mercalli ha delineato il quadro meteorologico che causò l’alluvione del 2016, situazione per molti aspetti simile a quella in atto in questi giorni. Inoltre, alla spontanea domanda che lo stesso Mercalli ha posto “Capiterà ancora?” ha risposto in modo deciso e diretto: “certamente si, capiterà ancora”. Anzi. L’atmosfera più calda significa più energia e più vapore con piogge che diventano maggiormente estreme e concentrate. Esattamente quello che si sta verificando in questi giorni. Ciò nonostante la quantità di pioggia che cade annualmente oggi è inferiore a quella dell’Ottocento. Probabilmente siamo di fronte a un cambiamento della struttura interna delle precipitazioni ma il nuovo paradigma non è stato ancora ben delineato. Una cosa è certa: le temperature aumentano.

La piena del 2016 misurata ai Murazzi di Torino è stata la terza in ordine di importanza dal 1791 con il Po che arrivò ai 5,70 metri. Per fare un paragone, durante l’alluvione del 1994 il Po arrivò a soli 5,20 metri. Durante l’alluvione del 2016 che non interessò solo Moncalieri ma investì varie zone del Piemonte si ebbero miliardi di danni tra ponti distrutti, circa17, quasi un’ottantina lesionati, un 500 km di strade allagate, così come tantissimi campi e purtroppo anche una vittima.

Come proteggersi? Intanto con il rispetto delle fasce di pertinenza fluviale e con la pianificazione dell’urbanizzazione: non si può costruire ovunque pensando che bastino gli argini a difenderci. Poi conoscenza, formazione e informazione, punti cardini ovunque.

Il convegno ha avuto ulteriori contributi da parte di Gianna Betta della Direzione Risorse Idriche della Città Metropolitana di Torino che ha delineato quanto accadde dopo l’alluvione: la mobilitazione del territorio, i contratti di fiume di Chisola e Sangone, e di Elena Cristofori direttrice scientifica della TriM-Translate into Meaning start up nella comunicazione delle emergenze.

Al termine del convegno Marco Borrelli, vicepresidente dell’Associazione Vie d’Acqua e autore delle fotografie esposte ha presentato la mostra fotografica Effetto alluvione. Incanto e disperazione che rimarrà visitabile fino al 7 dicembre dal mercoledì alla domenica presso il Salone Famija Moncalereisa in via Alfieri 40 a Moncalieri.

Intanto l’Agenzia Interregionale per il fiume Po avverte che l’ondata di piena raggiungerà il Ponte della Becca in giornata.