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Assolto il Pozzo Cavone 14: Il petrolio non causò il terremoto in Emilia

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di Maria Ferdinanda Piva

E’ on line dall’altro ieri la relazione degli esperti che assolve completamente il pozzo Cavone 14 dal sospetto di aver avuto un ruolo nel devastante terremoto di due anni fa in Emilia Romagna. Secondo il famoso rapporto della commissione Ichese, non era possibile escludere che la reiniezione di liquidi nel pozzo Cavone 14, situato nel campo petrolifero “Mirandola”, avesse innescato il sisma. “Innescato” è diverso da “causato”: le attività nel pozzo Cavone 14, secondo la commissione Ichese, potevano semmai essere state la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo. Detto in altre parole: secondo la commissione Ichese il terremoto stava preparandosi di suo, per cause naturali, ma magari il contributo della goccia aggiuntiva può essere stato decisivo per scatenarlo.

Per confermare o escludere la responsabilità del pozzo Cavone 14, nelle scorse settimane e fino al 16 giugno sono state effettuate prove di reiniezione associate al controllo ed al monitoraggio di ciò che avveniva sottoterra. Pochi giorni dopo la fine dei test, in zona si sono verificati un paio di terremoti, non particolarmente forti ma tali da mettere a dura prova i nervi già abbondantemente scossi della popolazione. I comitati locali hanno presentato un esposto a sei Procure, chiedendo di fare piena chiarezza e di stabilire se si è trattato di una pura coincidenza.

Comunque la relazione degli esperti pubblicata mercoledì esclude qualsiasi possibile ruolo del pozzo Cavone nel terremoto del 2012. E’ molto lunga, molto tecnica ed in inglese: invito fisici e geologi ad analizzarla più minutamente, io mi limito a riportare il succo del succo. Ovvero:

there is no physical reason to suspect that pressure changes at their hypocenters associated with production or injection activities at the Cavone field triggered the May, 2012 sequence

In italiano: non c’è nessuna ragione fisica per sospettare che le variazioni di pressione agli ipocentri derivanti dalle attività di produzione o iniezione del Campo di Cavone abbiano innescato la sequenza del maggio 2012. Voglio però citare anche un passo del rapporto Ichese (pag.194). Il neretto è mio:

l’attività sismica immediatamente precedente il 20 maggio [2012, ndr] e l’evento principale del 20 maggio [2012, ndr] sono statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e re-iniezione di Cavone

La relazione degli esperti sul pozzo Cavone non dice nulla a proposito dell’eventuale ruolo del campo petrolifero negli eventi sismici che precedettero la scossa del 20 maggio 2012, la prima di due scosse disastrose: l’altra si verificò nove giorni più tardi.