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Biosostenibile, storica, strategica: torniamo alla canapa! Se ne discute al prossimo BioEnergy di Cremona

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“Fino a due anni fa, nel nostro Paese, la canapa era coltivata su una superficie che non superava i 1.000 ettari. Oggi siamo a oltre 2500 ettari, segno evidente che intorno a questa coltura si sta sviluppando un forte interesse dopo decenni di totale abbandono”.

Così Beppe Croce, responsabile del Settore Agricoltura di Legambiente, e da poche settimane presidente della neonata Federcanapa.

Il nostro Paese è stato un produttore leader per qualità e quantità di canapa prodotta. Oggi l’interesse verso questa coltura è in continua crescita

“Fino agli anni ’40 – spiega Croce – l’Italia era il primo produttore mondiale di canapa per qualità e il secondo, dopo la Russia, per quantità prodotta. Poi la concorrenza del cotone e delle fibre sintetiche, ma soprattutto le leggi proibizionistiche americane ne hanno di fatto decretato la fine. Da qualche tempo, con l’allentamento di queste normative così restrittive, stiamo assistendo a un’inversione di tendenza che apre uno scenario popolato da numerose opportunità sia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale che la redditività degli agricoltori”.

La canapa è una coltura molto versatile che può essere coltivata in qualsiasi contesto climatico, tant’è vero che la si trova indistintamente dalla Siberia all’India. Il seme viene coltivato per la riproduzione, la fibra è lavorata per produrre tessuti destinati all’arredamento, ma anche carta, tele per quadri, vele per imbarcazioni; il canapulo, che è la parte lignocellulosica della pianta, è impiegato invece in bioedilizia.

Auto elettriche e telaio in canapa: il futuro

La canapa viene utilizzata anche nell’industria automobilistica, infatti le fibre di canapa unite al carbonio rappresentano una nuova tecnologia per la costruzione del telaio delle autovetture rese così più leggere, (ridotto il peso del 40%) e più resistenti (30% rispetto alle normali carrozzerie). Si può trovare la canapa in auto prodotte da Audi, BMW, Ford, GM, Chrysler, Mercedes, Lotus e Honda, tra gli altri. Auto elettriche come la BMW i3 fanno molto affidamento su questo materiale col quale sono realizzate le portiere che risultano più leggere del 10% rispetto a quelle realizzate con materiali tradizionali. Ma ciò che è più importante è che questi materiali, una volta terminato il ciclo-vita, potrebbero essere utilizzati per produrre energia senza inquinare, ad esempio incenerendoli, senza lasciare residui. (fonte www.canapaindustriale.it)

Una coltura che risponde molto bene ai principi della sostenibilità ambientale

“In tutti questi anni abbiamo perduto purtroppo molte delle conoscenze sulla coltivazione e soprattutto sull’innovazione tecnologica legata alla trasformazione della pianta – afferma ancora Croce – quindi abbiamo davanti a noi molto lavoro da fare. Innanzitutto in materia legislativa. Federcanapa vuole rappresentare gli interessi della canapa italiana tutelando sia i produttori che i trasformatori dal rischio di vedersi accusati di coltivare una pianta destinata a diventare una sostanza stupefacente. Al Senato è fermo un Disegno di legge che intendiamo tirar fuori dal cassetto e sottoporre all’attenzione dei Ministeri competenti perché questa situazione trovi in tempi brevi un assetto giuridico regolamentato come peraltro esiste in altri Paesi europei. Stiamo partendo con una serie di programmi di lavoro che prenderanno avvio proprio da questo aspetto. Ma non dobbiamo sottovalutarne altri legati proprio alle caratteristiche della canapa. Parlavamo prima di versatilità colturale e redditività. Il primo aspetto riguarda la sostenibilità ambientale perché la canapa, ottima nella rotazione colturale soprattutto con i cereali, grazie al suo apparato radicale può andare in profondità nei terreni favorendone la pulizia e il contrasto alle infestanti, determinando di conseguenza un ridotto impiego di agrofarmaci e fertilizzanti.

Riguardo la redditività – sottolinea in conclusione Croce – oggi le quotazioni si aggirano intorno a quelle del mais (170-175euro/t. ndr), anche se si deve tener conto di alcuni fattori quali la resa, legata principalmente alle condizioni climatiche, e il tipo di commercializzazione che si intende fare. In pratica, se privilegiare la vendita esclusiva del seme, della fibra e/o del canapulo o optare per una vendita globale”.

Alla prossima edizione di BioEnergy Italy (CremonaFiere 20-22 aprile 2016) nell’ambìto del ricco calendario convegnistico è in programma per giovedì 21 aprile alle ore 15 un seminario dedicato alle “Nuove prospettive per lo sviluppo della canapa italiana”.

All’evento, tra gli altri, parteciperà anche Luis Farmento, Responsabile dell’Associazione europea della Canapa, che sarà chiamato a illustrare le attività in corso e i programmi futuri di questo interessante comparto produttivo a livello europeo.