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Bologna città di mare: un nuovo comitato promuove le acque della città

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di Gabriella Baldini

Bologna è una città di mare, come noi gaffisti abbiamo sempre sostenuto. Che il suo porto canale si sia in gran parte perso con il passare del tempo e che il suo collegamento con il Po (e quindi con l’Adriatico) sia oggi problematico e impervio, sono questioni che non ci preoccupano più di tanto.  Non potevamo quindi declinare l’invito a collaborare con un nuovo comitato che mette finalmente il sistema delle acque bolognesi al centro della sua futura attività. Vari sono gli interessi che questo comitato rappresenta (dal termalismo, all’attenzione ambientale, allo sviluppo del turismo) e altrettanto varie sono le declinazioni e le vocazioni dei gruppi, delle associazioni e degli Enti che intende coinvolgere in un lavoro corale. Sta di fatto che finalmente pare che a Bologna si sia creata una struttura in grado sia di interloquire adeguatamente con le istituzioni del territorio, che di proteggere e salvaguardare il patrimonio di architettura e ingegneria idraulica di cui la città è ancora, malgrado il disinteresse fin qui dimostrato, segretamente dotata.

Il Comitato Bologna Wellness delle Acque si è presentato giovedì alla stampa bolognese con un programma che ha come obiettivo il potenziamento pluridisciplinare del turismo a Bologna, con particolare riferimento alla grandezza passata e presente delle acque della città, in un periodo di grande fermento nazionale legato all’EXPO 2015 e all’importante realizzazione di F.I.CO Eataly world.
Il comitato ha come soci fondatori: Felsinee s.p.a rappresentate dal Prof. Antonio Monti Presidente;
Associazione Vitruvio rappresentata dal Dott. Gabriele Bernardi Vicepresidente; Museo della Città di Bologna rappresentata dal Prof. Fabio Alberto Roversi Monaco Consigliere; Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna rappresentata dall’Avv. Antonio de Capoa Consigliere; Essepienne s.p.a. rappresentata dal Dott. Federico Monti Consigliere.
Fanno inoltre parte del Comitato i giornalisti del G.A.F. (Gruppi di Azione Fluviale) e gli architetti di G.AR.BO (Giovani architetti bolognesi).
Collaborano con il Comitato: il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e dei canali Reno e Savena, l’Ing. Pierluigi Bottino con il suo archivio storico, il Prof. Alessandro Zanasi in qualità di direttore del Museo nazionale acque minerali e risorse idriche.

Bologna città dei canali

Bologna è una città indissolubilmente legata all’acqua e ai suoi percorsi. Le prime aggregazioni villanoviane nacquero infatti sulle sponde del torrente Aposa, unico corso d’acqua naturale che attraversa la città. Anche oggi l’Aposa entra in Bologna tra porta Castiglione e Porta San Mamolo e poi, completamente tombato, scorre verso nord per più di sette chilometri fino ad immettersi nel canale delle Moline. Dal ponte sul Savena a San Rufillo si può ancora vedere la chiusa che origina il Canale di Savena: interamente tombato il canale raggiunge il centro storico seguendo via Murri fino ai Giardini Margherita e poi piega in direzione nord scorrendo parallelo al torrente Aposa in cui finisce per confluire tra via del Cestello e via San Domenico.

Ma è dalla chiusa sul Reno a Casalecchio che Bologna riceve la maggior parte dell’acqua che ha reso possibile il suo sviluppo. Da qui nasce infatti il Canale di Reno che entra tutt’ora in città da ovest scorrendo per via della Grada e via Riva Reno. All’altezza dell’attuale via Marconi si divide in due rami. Il primo continua verso est dando origine al canale delle Moline che prosegue lungo via Riva Reno, poi parallelamente a via Augusto Righi, per piegare poi a nord lungo via Capo di Lucca fino a superare i viali di circonvallazione e tornare in direzione ovest fino a congiungersi col canale Navile alla chiusa della Bova. Il secondo piega subito a nord formando il canale Cavaticcio (il suo salto d’acqua di 14 metri è sfruttato oggi dalla centrale idroelettrica di Largo Caduti del Lavoro) che alimenta il canale Navile nel punto dove prima sorgeva il porto di Bologna, in fondo all’attuale via del Porto, e continua ricongiungendosi al canale delle Moline alla Bova ed iniziando il suo percorso verso nord fino a Malalbergo.