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Bracconaggio e pesca abusiva in Po: riunita ieri a Sermide la task force interprovinciale

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Bracconaggio, pesca abusiva, utilizzo di tecniche di pesca sportiva non consentite e progressivo degrado delle risorse ittiche. Per combattere tutto ciò è scattata una collaborazione tra le Province di Mantova, Ferrara e Rovigo per migliorare e potenziare l’attività di vigilanza lungo il Po.

Dopo l’approvazione da parte della Giunta provinciale del protocollo d’intesa per gli interventi di controllo sul grande fiume, ieri a Sermide vi è stata la sottoscrizione ufficiale del documento da parte dei Presidenti delle Province di Mantova, Ferrara a Rovigo.

“Da tempo ci arrivavano le segnalazioni di atti vandalici e non solo che ci mostravano la pericolosità di questo tratto di fiume compreso nei territori delle tre Province – ha ricordato il Presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci – il Po rischiava di diventare una zona franca. Così, per porre un freno al dilagare di questi fenomeni, abbiamo pensato che la collaborazione tra enti potesse essere utile per aumentare la sicurezza di chi il fiume lo vive quotidianamente”.

Diverse erano state le denunce di attività di pesca abusiva lungo il fiume Po nei tratti di competenza delle tre province interessate. In particolare, la numerosa presenza di pescatori stranieri, provenienti soprattutto dall’Europa dell’Est che utilizzano tecniche non consentite per la pesca sportiva, rappresenta una forte criticità per la vigilanza. Considerata poi la vastità del fiume, soprattutto in rapporto alle risorse umane e strumentali necessarie per effettuare un efficace controllo, è parso opportuno alle tre Province territorialmente contigue arrivare a un accordo finalizzato all’ottimizzazione delle attività di vigilanza.

Ad avvertire maggiormente il problema sono le popolazioni rivierasche del fiume Po, nonché i numerosi appassionati di pesca sportiva, che subiscono il degrado delle condizioni generali del fiume e il depauperamento delle risorse ittiche.

Ma come contribuirà concretamente la Provincia nel controllo del fiume? “Non avendo noi la polizia provinciale – ha continuato Pastacci – ci concentreremo soprattutto sulle attività di monitoraggio e sorveglianza anche grazie a una serie di apparecchiature e videocamere di cui l’ente dispone”. L’obiettivo, condiviso delle tre Province, oltre ad un costante scambio di informazioni sulle segnalazioni e sull’attività svolta, è la realizzazione di un sistema di controllo funzionale ad una maggiore conoscenza delle realtà che insistono sul fiume Po, nonché l’effettuazione di una comune vigilanza finalizzata alla prevenzione e alla repressione degli illeciti compiuti sul corso del Po.

Le Province di Ferrara, Mantova e Rovigo, con il Protocollo di Intesa, si impegnano alla più ampia e proficua collaborazione per rendere operativo un sistema comune di scambio di informazioni, monitoraggio e sorveglianza sul fiume, nel condiviso interesse di salvaguardarlo da comportamenti che possano mettere a rischio l’integrità della fauna ittica esistente e la sua salubrità, in un’ottica non solo di repressione degli illeciti, ma soprattutto di prevenzione degli stessi.

“Proveniamo da tre Province diverse, facciamo parte di tre differenti Regioni ma siamo uniti dall’obiettivo comune difendere il Po” ha concluso la presidente della Provincia di Rovigo Tiziana Virgili.

Sermidiana