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Brescello: ancora in azione i Predoni del Po

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5 febbraio 2012

Questa volta sono arrivati con un furgone e hanno agito indisturbati.

Ancora loro: i Predoni del Po. Ma il 27 gennaio, invece di arrivare dal fiume come loro solito, sono probabilmente arrivati via terra, presumibilmente con un furgone, su cui hanno caricato un Selva 4 tempi da 25 cavalli del valore di circa 3500 euro.
Hanno dovuto staccarlo dalla barca, portarlo a terra e trasportarlo per un tratto prima di caricarlo: un bel po’ di fatica ed un notevole lasso di tempo a disposizione!
Soltanto la mattina dopo il furto è stato scoperto da chi accudisce le imbarcazioni e i motoscafi attraccati al lido di Brescello.
Il fuoribordo era stato acquistato di recente dal suo proprietario, appassionato di pesca e di navigazione: si potrebbe anche pensare che i predoni sapessero molto bene quando e cosa rubare.
Anche se una regolare denuncia è stata inoltrata ai carabinieri sarà molto improbabile che il motore possa essere rintracciato lungo l’asta del Po. Molto più probabile invece che abbia preso la strada dell’Est europeo dove questi fuoribordo vengono rivenduti al mercato nero senza alcun bisogno di nessun tipo di documenti.
La settimana prima i ladri avevano colpito a Riva di Suzzara e ancora prima, in dicembre, a San Benedetto Po, in provincia di Mantova.
L’intensificazione dei controlli da parte del Corpo Forestale dello Stato, della guardia costiera volontaria e l’istituzione di una pattuglia fluviale con sede a Mantova, non sembra avere minimamente scoraggiato i malviventi.
Anche perché il servizio della pattuglia fluviale di Mantova, operativa da ottobre dello scorso anno,  sembra concluso o almeno “temporaneamente fermato” come ci dicono al comando dei carabinieri di Piacenza. Composta da due uomini e un canotto veloce, la squadra era stata distaccata dalla stazione di Comacchio a cui ha dovuto rientrare per esigenze di servizio. Non è dato sapere, per ovvi motivi di sicurezza ed efficacia di intervento, quando e se la pattuglia tornerà operativa nel tratto a monte del fiume.
L’alternativa ad un servizio di sicurezza legale e precostituito rimane quella del presidio spontaneo delle imbarcazioni da parte dei proprietari, cosa che potrebbe generare pericolosi episodi di autodifesa e di giustizia fai-da-te.