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Trasportato via terra da Salvirola, dove è stato costruito nei cantieri ICE Yachts, al porto di Cremona, il grande catamarano era pronto per raggiungere l’Adriatico navigando il Po in favore di corrente. Anche il nostro giornale, riprendendo le notizie della scorsa settimana, aveva dato per scontato il viaggio “della più grande barca a vela che

draga al lavoro sul Po

“Serve almeno un metro e mezzo di tirante d’acqua, cioè di profondità, per poter essere tranquilli – spiega Alessio Negrini, comandante della flotta di navi Andes Negrini – in teoria potremmo fare navigazione a breve raggio, ma non adesso che è chiuso il passaggio fra Mincio e Po. Ma poi comunque ci si ferma perché

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Trasportare una barca via terra non è un gioco da ragazzi, non è certo il suo elemento naturale. Se poi la barca in questione è il più grande catamarano mai costruito in Italia, lungo 19 metri e largo 6, allora la questione si fa ancor più complicata. La soluzione geniale l’hanno avuta quelli del cantiere

siccità nel letto del po

di Ermanno Bidone Linarolo. In compagnia di Davide Ricotti, esperto barcaiolo, abbiamo percorso il tratto di fiume tra il ponte della Becca e il confine con l’Emilia Romagna, per documentare la situazione del maggior corso d’acqua d’Italia in uno dei momenti più critici (a livello di portata) della sua storia. La siccità porta con sé

Giuseppe Landini ai tempi in cui correva sul Grande Fiume

A 78 anni se ne è andato Giuseppe Landini, uno dei volti più noti del Grande  Fiume. Il suo nome, in particolare grazie alle sue imprese sportive a bordo degli scafi da competizione, è tra i più conosciuti sulle sponde tra Lombardia al Veneto. Landini si è spento nelle prime ore del mattino all’Hospice di

attracco di Polosella

Nonostante i tanti tentativi fatti dal Comune e i tanti bandi che si sono susseguiti, sembrava proprio che la gestione dell’attracco turistico fluviale di Polesella non interessasse a nessuno. Da qualche giorno, finalmente, pare che sia giunti ad un accordo tra l’amministrazione e il locale Canoa Club. “E’ l’inizio di una sinergia positiva e ricca

Una-nave-di-quinta-classe-in-navigazione-sul-Po

di Andrea Dal Cero “Cauta navigazione a Foce Oglio tra il km 455 e km 456 causa parziale crollo del pennello alla curva di navigazione n.14.” Recita l’avviso di Aipo sul suo sito ufficiale. “La realtà, almeno stando a come la descrive chi sul Grande Fiume si sta muovendo o sta lavorando con le draghe

Locarno-Venezia

Per dieci anni è stato un viaggio per temerari che a bordo di gommoni percorrevano la via Locarno/Milano/Venezia in un “trekking sull’acqua” spesso avventuroso e che prevedeva alcuni trasbordi. Ma quello partito sabato 10 giugno dalla città ticinese lungo l’idrovia che attraversa due Stati, 4 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto), 12 province e

Motta Baluffi, la vogalonga

Motta Baluffi – «La prima cosa da fare è rendere sempre navigabile il tratto che collega la zona dell’attracco al fiume. Poi serve una rinaturazione delle sponde». L’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, nella tarda mattinata di sabato 10 giugno, ha confermato «l’interesse della Regione» per la zona del molo di Motta. Leggi l’articolo su laprovinciacr.it

cartolina-Torino-motonave-vittoria!-sul-po

a cura di Andrea Dal Cero Il più grande natante che abbia mai solcato le acque a Torino fu la motonave “Vittoria!”. Si trattava di una motonave che in precedenza si chiamava “Fiorenza” e che era stata utilizzata dal 1932 a Firenze, sull’Arno: il colonnello Amedeo Sacerdote, dopo averla vista, ne rimase entusiasta, e decise

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