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C’è modo e modo di sbloccare l’Italia. E quello di Renzi non è né il più furbo né il meno pericoloso

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di Andrea Dal Cero

C’è modo e modo di “sbloccare l’Italia”. Il sistema di Matteo Renzi, a detta delle associazioni che si battono per la difesa del territorio e dell’ambiente, non sembra essere né il più furbo né, tanto meno, il meno pericoloso.

Dopo i recenti fenomeni tellurici che ci hanno riguardato direttamente e di cui la Commissione ICHESE non è ancora riuscita a dipanare la matassa, dopo l’abbassamento della falda che investe direttamente tutta la pianura e, addirittura, l’abbassamento dei terreni compresi tra foce del fiume Tagliamento e la foce del ramo di Goro del fiume Po dovuto alla subsidenza, ora le associazioni ambientaliste rifiutano l’ipotesi dello sfruttamento intensivo delle risorse fossili che si trovano sotto terra e sotto il mare.

Trivellazioni e decreto Sblocca Italia. Il governo Renzi lancia la conquista del west: tutto diventa strategico, regioni  imbavagliate, i nostri mari a rischio” dice questa mattina Legambiente.

Sblocca Italia: saldi da fine stagione per l’ambiente” titola il comunicato di WWF Italia che commenta “Deroghe alla normativa ordinaria di tutela del paesaggio e dell’ambiente, mani sul territorio e sul demanio dei privati e dei concessionari autostradali, depotenziamento delle  procedure di valutazione ambientale, tutto sotto la regia del Governo centrale che emargina regioni, enti locali e cittadini grazie alla estensione della strategicità a intere categorie di interventi senza alcuna idea sulle priorità.”

Dall’altro ieri mattina gli attivisti di Greenpeace protestano in maniera pacifica e non violenta presso la piattaforma di estrazione di idrocarburi Prezioso di ENI Mediterranea Idrocarburi, nel Canale di Sicilia, al largo della costa di Licata (Agrigento). Reggono uno striscione di 120 metri quadri su cui è raffigurato il presidente del Consiglio Matteo Renzi che promette “più trivelle per tutti” accompagnato dalla richiesta di Greenpeace “STOP FOSSIL, GO RENEWABLE”.

Questa faccenda di sfruttamento delle energie rinnovabili, di nuovi pozzi di ricerca ed estrazione, di trivelle e cisterne attorno ai nostri centri abitati, ci riguarda in maniera diretta e non ci consente più di derogare ad altri le garanzie della nostra sicurezza.