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Centrale di Porto Tolle: c’è il rinvio a giudizio

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9 febbraio 2012 – dal nostro corrispondente Lorenzo Barbieri.

 

Porto Tolle. Nome già di per sé piuttosto evocativo dopo il cambio da quel San Nicolò che il 22 aprile del 1867 fu condannato all’oblio.
I nostri lettori sanno però molto bene che nel sesto comune demograficamente più rilevante della provincia rodigina il pomo della discordia è un altro: la centrale Enel di Porto Tolle.
Già il 13 luglio la regione Emilia Romagna si era impegnata ad opporsi alla volontà dei vicini veneti di riconvertire la centrale col carbone, proponendo un’alternativa che suonava tra il rinnovabile e l’ecocompatibile.
Anche nella città estense si era cominciato a mormorare qualcosa.
Il 22 ottobre, infatti, era stata proprio l’Italia dei Valori ad aumentare le già nutrite file emiliano-romagnole degli oppositori al combustibile fossile. Si accodarono lo stesso giorno l’assessore Ferretti di Codigoro supportata da Giorgio Crepaldi del Comitato No Coke, con l’aiuto del noto medico igienista Luigi Gasperini.
Però all’alba del 29 ottobre, data della manifestazione “Dai mille motivi del no al carbone”, ci fu un vero e proprio flop di affluenza. Vuoi per la partecipazione del Prc/Fds, vuoi per gli 8 gradi della giornata, vuoi per la nebbia. Fatto sta che il 31 ottobre i lavoratori di Porto Tolle, anche loro scesi in piazza, anziché domandare “dolcetto o scherzetto” sentenziavano i motivi della scarsa partecipazione.
Effettivamente 800 partecipanti sono parecchie volte meno dei 5000 attesi, ma è scientificamente più complicato sostenere che per questo la riconversione a carbone pulito segni “due punti a favore”.
Si sarebbe continuato con questa sinusoide di piazza, andi e rivieni di pareri contrastanti, se il 16 gennaio non fosse arrivata la svolta.
Il tribunale di Rovigo ammette la costituzione di parte civile di numerose associazioni ambientaliste nel delicato contendere circa il presunto inquinamento scaturito dalla centrale tra il 1998 e il 2002, che avrebbe provocato in maniera massiccia patologie all’apparato respiratorio di bambini fino a 14 anni residenti nel Delta del Po.
E così oggi, l’8 febbraio, il giudice Alessandra Testoni ha deciso di dare fiducia al pm, accogliendone le richieste.
Il vivo del processo si terrà adesso ad Adria, sezione distaccata del tribunale rodigino, il 27 settembre (campa cavallo!).
A sfilare in giudizio diverse ed importanti personalità, tra cui amministratori Enel ed ex direttori della centrale.
La pm Manuela Fasolato sostiene che nel raggio di 25 chilometri dalla struttura, infatti, si sarebbero riscontrati incrementi fino al 16% di asma e altre affezioni bronchiali
Il match riprende in autunno!