Coliandro alla Fine del Mondo racconta un Delta dove nessuno vorrebbe vivere. Alla faccia della promozione territoriale!

by / sabato, 25 novembre 2017 / Published in ACQUA e TERRITORIO, ARTE, CULTURA, SPETTACOLI, EMILIA-ROMAGNA, FERRARA, IN VETRINA
l'ispettore coliandro

di Andrea Dal Cero

 

No, non stavano cercando Igor i poliziotti della municipale che a giugno hanno chiuso per due giorni la strada Agosta e tutti i suoi imbocchi tra Comacchio e Anita. A chi chiedeva informazioni rispondevano: “Stanno girando un film!” e non avevano altro da aggiungere.

L’ordinanza del comune di Argenta recitava: “Domani e mercoledì, in occasione delle riprese dell’ultima puntata della serie televisiva l’ispettore Coliandro, ci saranno alcune modifiche o chiusure alla circolazione stradale presso Anita. Il circondario Agosta, dall’altezza della stazione di metano di Anita, fino al termine della laguna nei pressi di Comacchio sarà interdetto alla circolazione dalle ore 11.00 alle ore 19.00. Per i viaggiatori che vengono da Comacchio si consiglia di scegliere la strada per Ostellato, venendo da Anita si consiglia di passare per Ravenna o comunque Ostellato. Ricordiamo che è sempre interdetta al traffico veicolare pesante la strada Umana, trasversale di strada Maè, presso Anita. Diamo un benvenuto alla troupe della serie che ha deciso di filmare la puntata nel nostro territorio!”

Ma la gente del posto non l’aveva presa bene. Il video di un barista che si lamentava per il mancato incasso diventò quasi virale e i camion che trasportavano gli ortaggi di 20.000 ettari di coltivazioni si fecero un giro assurdo per poter fare il loro lavoro.

“Vabbé – si saranno detti residenti, lavoratori e amministratori – per il momento è una gran rottura di scatole, ma l’Ispettore Coliandro sarà per noi un ottimo investimento in promozione del nostro territorio. Ci guadagneremo in immagine, e Dio sa quanto bisogno ne abbiamo”.

E così ieri sera abbiamo potuto goderci il frutto della promozione territoriale di questa porzione del Delta del Po derivata dall’ultimo episodio di quest’anno della serie televisiva del simpatico e inadeguato ispettore .

Già dal titolo ”La fine del mondo” lo spettatore comprende quanto sia bella questa porzione di territorio e viene preso dal desiderio irrefrenabile di farci una bella gita. Frasi del tipo: “Aoh! ma dove siamo capitati?” a cui viene risposto: “E che cazzo ne so? Qui siamo in mezzo al nulla …” rafforzano le valenze immateriali della zona  e confermano il suo forte appeal nei confronti del possibile turista.

Una strada senza nome porta i nostri eroi fino al cartello del paese di Acquanera, ridente località dove una banda di zombi terrorizza gli abitanti che vivono murati in casa. Non c’è campo per i cellulari, tutti i telefoni passano da un’unica linea e isolarli è un gioco da ragazzi. Il sindaco è il capobanda dei corrotti. Il medico non c’è (e probabilmente non c’è neanche nella realtà) per cui le cure vengono affidate ad una giovane veterinaria. La marescialla della stazione dei carabinieri (la più piccola e starlancata stazione di tutta Italia) è praticamente una recluta che non sa dove sbattere la testa, uno dei due carabinieri viene ferito subito, l’altro è Andrea Roncato piuttosto bolso e molto triste. Altri personaggi: un pensionato fuori di testa e una prostituta di colore (nero).

Ma la promozione territoriale non tarda a manifestarsi in tutta la sua incisività: il localetto di dubbia fama immortalato nell’episodio di ieri mostra infatti un’insegna che non teme fraintendimenti. Infatti si chiama Il Paradiso dell’anguilla e così siamo a posto anche in fatto di prodotto tipico.

Alla fine dell’avventura Coliandro e compagnia sconfiggono i cattivi e riescono a scappare dal posto infernale rientrando nel rassicurante resto del mondo.

Grazie Coliandro, grazie Manetti Bros e grazie anche alla RAI. Un buon lavoro di promozione per il Delta ferrarese!

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