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Dalla siccità ai nubifragi

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Un’altra settimana calda, assolata e asciutta sta per terminare con temperature in grado di mettere a dura prova laghi e fiumi del bacino padano. Fin dal 26 le previsioni indicavano pioggia che effettivamente è tornata a cadere fin dal venerdì pomeriggio. Ed eccola questa pioggia che ha portato acqua e rinfrescato l’aria, si parla di una riduzione delle temperature di anche 10 gradi. Purtroppo è tornata a cadere non in modo tranquillo e rassicurante ma si è presentata come una pioggia forte e irruente, in alcuni luoghi come un nubifragio.

A Torino, ad esempio, forti raffiche di vento hanno provocato la caduta di vari alberi, soprattutto nel centro città. Forti temporali si sono avuti anche in altre zone della regione. Arpa Piemonte ha emesso un’allerta gialla per rischio idro-geologico in tutta la zona centrale della regione e un’allerta arancione per la zona più a nord, il Verbano-Cusio-Ossola. Qui, dove da tanto erano attese piogge in grado di risollevare la sofferenza idrica del secondo lago italiano per grandezza, il Lago Maggiore, che tanta preoccupazione aveva destato ultimamente, si è verificato una frana. Sulla strada comunale tra Cadessino e Barbé e sulla strada statale 34 tra Spasolo e Resega, ad Oggebbio, fango e detriti hanno travolto alcune auto parcheggiate, fortunatamente nessun ferito. Attualmente le strade sono state chiuse.

Primi e speriamo unici danni per un territorio che di acqua ne aveva fortemente bisogno. Domenica scorsa il livello del lago si attestava su un magro -30,5 cm, valore che aveva indotto la decisione di azzerare completamente la quantità della risorsa idrica erogata al fine di scongiurare il pericolo di un nuovo minimo storico – al momento risale al 1990 con un – 54 cm sullo zero idrometrico di Sesto Calende. Situazione che aveva anche portato alla decisione, presa fin dal 19 agosto, di abbassare ulteriormente la portata dei traghetti a pieno carico a 100 q.li.

In una nota apparsa pochi giorni fa sul sito dell’Adbpo, Meuccio Berselli, che ne è il Segretario generale, ha dichiarato “Alla luce di questa esperienza occorre sempre di più comprendere quanto sia inderogabile la necessità di invasare acqua e trattenerla nel periodo primaverile. Sarebbe fondamentale, con la collaborazione dei territori, riuscire ad arrivare a quota 1,50 metri, come raccomandato dalla sperimentazione del Tavolo Tecnico, livello oggi mai realmente toccato”.

Speriamo che queste piogge portino ristoro senza ulteriori danni. Previsto un miglioramento dalla mattinata di domenica con schiarite irregolari nel pomeriggio.