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Dallo svaso di Berra emerge uno storione cobice

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Il fiume Po è il polmone che fornisce ossigeno alla biodiversità dei canali di bonifica ferraresi, trasportando le semine di fauna e flora acquatica.
La prova tangibile la si può osservare ogni anno, attorno alla metà di ottobre, quando periodicamente l’ente di Bonifica procede allo svaso del bacino di carico dei sifoni di Berra, avvenuto nella mattinata di mercoledì 14 ottobre.
La grande vasca raccoglie le acque del Po per riversarle nei canali di bonifica del basso ferrarese ma, con esse, incamera anche diversi pesci durante l’anno che, una volta entrati, restano bloccati tra l’ingresso e le griglie di protezione dello scarico.
Le operazioni di svaso sono condotte in collaborazione con UNIFE – Università degli Studi di Ferrara, che effettua il censimento della fauna ittica e con i gruppi di volontari adibiti al recupero di pesce in difficoltà.

Quest’anno, oltre ai recuperatori di Asia, erano presenti anche le associazioni di tutela ambientale Eurocarp Club e UPE – Unione Pescatori Estensi.
Il quadro generale non si discosta molto da quanto registrato negli anni precedenti. I dati dell’Università di Scienze Biologiche hanno censito la fauna ittica recuperata in questi anni dal bacino di Berra, oltre 20 quintali di pesci vengono liberati ogni anno nei canali di bonifica nelle vicinanze.
Le specie dell’areale del Po che risultano oggi prevalenti in termini di biomassa ittica sono composte da: siluro (Silurus glanis), carpa (Cyprnus carpio) e pesce gatto americano (Ictalurus punctatus), muggine (Mugil cephalus), anche di taglia ragguardevole.

In totale sono state censite 12 specie, di cui 3 autoctone: storione cobice (Acipenser naccarii), anguilla (Anguilla anguilla) e muggine calamita (Liza ramada). Le restanti 9 specie sono invece alloctone: carpa, carassio (Carassius spc.), abramide (Abramis brama), aspio (Aspius aspius), alborella danubiana (Alburnus alburnus), barbo europeo (Barbus barbus), lucioperca (Sander lucioperca), siluro e pesce gatto americano.
In base al confronto con gli anni precedenti va segnalato un progressivo e, si potrebbe dire, preoccupante aumento della popolazione di pesce gatto americano, voracissimo predatore e spazzino, la cui invasività sta ormai surclassando quella del tanto temuto siluro.
Tra l’enorme quantità di pesce spicca il rinvenimento eccezionale di uno storione cobice adulto (Acipenser naccarii). L’esemplare, dopo essere stato pesato, misurato e controllato è stato immediatamente caricato in vasca con ossigenatori per essere poi rilasciato in Po. Ad esso è stato inoltre prelevato un campione per le analisi genetiche.
Questa specie protetta, che dal mare risale i fiumi fino alle zone pedemontane per riprodursi, a causa della pesca sconsiderata attuata dall’uomo e della costruzione di dighe di sbarramento invalicabili che interrompevano i corsi d’acqua, è tutt’ora a rischio di estinzione.
Il suo ritrovamento in areali degradati e compromessi, come sono quelli del basso corso del Po, è un positivo segnale di ripresa delle nostre acque che, non raramente nella zona di Berra e Polesella, regalano straordinari ritrovamenti di storioni, adulti e in salute.
L’esemplare di storione adriatico, di 127 cm e del peso di 12 kg, nuota ancora libero nel Grande Fiume e si è in attesa dei risultati delle indagini genetiche per verificare se fosse un individuo selvatico, oppure provenisse dalla cattività, immesso in virtù di progetti di ripopolamento, quali Life Cobice, finanziati dall’Unione Europea.