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Denunce penali contro i Predoni del Po: era ora!

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Con l’inizio di settembre si intensifica l’attività criminale del pescatori di frodo nelle acque del Po e nei corsi d’acqua minori. Nei due articoli che riportiamo di seguito (il primo dalla Gazzetta di Mantova e il secondo da Rovigo Oggi) si può anche leggere come tutti i personaggi di queste due storie siano di nazionalità rumena: non è una affermazione ideologica, è semplicemente cronaca!
La buona notizia, a fronte di tanto sconquasso per l’ambiente e per la nostra fauna ittica, è che per la prima volta, nel caso di Porto Viro, nei confronti dei Predoni del Po è scattata anche una denuncia penale. Non più unicamente sanzioni amministrative che nessuno paga, quindi, ma indagini serie e accuse di reato consistenti. Che sia cambiata la musica?

Pesca di frodo: scoperti tre bracconieri a Viadana
Viadana (. Tre cittadini romeni residenti ad Asola, che avevano steso nel canale di bonifica oltre un chilometro di reti per la pesca di frodo, sono stati intercettati e sanzionati. Non cessano le azioni di bracconaggio sul suolo provinciale, ma prosegue pure l’attività di controllo e repressione da parte delle autorità competenti. L’ultimo successo del servizio di vigilanza ittico-venatoria della Provincia risale alla notte scorsa: gli operatori hanno intercettato intorno all’una e trenta un’imbarcazione lungo le acque del canale Ceriana, nei pressi di San Matteo. I vigili provinciali, col supporto dei carabinieri della stazione di Marcaria, hanno bloccato i romeni a bordo, che stavano appunto pescando con mezzi vietati.
Sono stati emessi verbali per un totale di 1836 euro, nonché sequestrati oltre mille metri di reti e la barca. L’operazione di recupero delle reti ha chiesto un certo tempo. Sono state liberate quindici grosse carpe ed un abramide. Per il completamento dell’operazione, i vigili si sono avvalsi della preziosa collaborazione di un agente volontario della Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva).
Quella dei pescatori di frodo è una piaga sempre più minacciosa: impoverisce infatti l’ambiente naturale, mette a rischio il ripopolamento delle speci e sottrae alla comunità “risorse” che appartengono a tutti. Sempre più spesso si levano grida d’allarme contro i famigerati “predoni del Po”, in genere calanti come orde dall’Est europeo senza la minima intenzione di rispettare le regole igienico-sanitarie e commerciali italiane. Il 13 maggio scorso, proprio ad Asola, polizia locale e vigilanza ittico-sanitaria avevano sequestrato ad alcuni cittadini romeni oltre due quintali di pesce pronti per essere stivati su un furgone frigorifero ed esportati.

Rovigo: Beccati sei predoni delle acque, denunciati penalmente
Porto Viro (Ro) – Per la prima volta, per i bracconieri dei fiumi arriva una denuncia a piede libero. Anzi, sei denunce. Con l’ipotesi di reato di tentato furto. E’ accaduto nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre in un tratto del collettore padano a Mea (Porto Viro). A finire segnalati alla Procura sono stati sei giovani romeni, tutti tra i 23 e i 29 anni e tutti regolarmente domiciliati a Loreo. Secondo le accuse, stavano pescando con 16 reti con una lunghezza complessiva di un chilometro circa in una parte del canale data in concessione per piscicoltura. Le loro licenze di pesca, rilasciate dalla Provincia di Rovigo, erano in regola, ma non consentivano un impiego di questo tipo. La attrezzatura è stata quindi sequestrata.
E’ la prima volta che per una violazione del genere scatta una denuncia penale. Non è un caso: i carabinieri della Compagnia di Adria da tempo stavano tenendo d’occhio il fenomeno, segnalato da anni in tutta la provincia e anche in quelle vicine. E così, la notte tra sabato e domenica, hanno fatto scattare un ampio blitz al quale hanno preso parte varie pattuglie. I romeni sono stati colti sul fatto, in base alle contestazioni poi scattate.
Ora l’indagine è comunque destinata a proseguire, per verificare se vi possano essere altre responsabilità. Un segnale forte, comunque, quello lanciato dall’Arma. Dopo anni in cui al massimo i predoni del Po e dei canali rischiavano al massimo una sanzione amministrativa, finalmente fa la propria comparsa anche il penale.