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Torino, Mercoledì delle ceneri col Covid-19

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Mercoledì delle ceneri oggi e il Piemonte inizia la sua terza giornata di quasi quarantena. L’ordinanza della regione Piemonte del 23 gennaio ha determinato la chiusura di molte attività, tra cui scuole, università, biblioteche, musei.

Tutte, o quasi, le varie attività sportive e ricreative hanno avuto uno stop anche se l’ordinanza non aveva come obiettivo la loro sospensione. Leggendo i chiarimenti riferiti all’ordinanza stessa si legge infatti che non sono sospese le attività sportive nella loro pratica abituale ma “l’utilizzo di spogliatoi e docce” oppure quegli eventi sportivi, culturali, informativi che possono richiamare affluenza di pubblico.

In pratica il corso si potrebbe fare ma la gara no. In alcuni casi le amministrazioni comunali hanno poi esteso l’ordinanza sempre per motivi precauzionali e ci ritroviamo così in una situazione in cui quasi tutto è stato sospeso. Una sospensione che ha lasciato attoniti, increduli, contrariati alcuni, preoccupati altri.

Una domanda: era proprio necessario? In molti hanno risposto con un forse si esagera, collezionando nel frattempo messaggi e mail con avvisi di sospensione e rinvio dei vari appuntamenti.

Misura il cui effetto è stato inizialmente mitigato dalla prevista chiusura delle scuole per le vacanze di Carnevale. Le famiglie erano già organizzate ad affrontare questi tre giorni. Ma “e adesso?”

L’ordinanza ha sospeso tutta una serie di attività che costituivano la struttura della giornata abituale di molte famiglie. Una scansione giornaliera da ricostruire, inventandone una tutta nuova.

Volendo, il tentativo è avvincente. Con ferie imposte così improvvisamente – ma poi, avremo tutti meno ferie quest’estate? – come impiegheremo questo tempo liberi da quell’intelaiatura a volte soffocante ma spesso rassicurante che con i bambini soprattutto aiuta?

Rimane l’incredulità di fronte ad un evento così diverso, che pur mantiene tratti di quotidiana realtà. Feste di carnevale annullate, attività sportive sospese ma la spesa continuiamo a farla, i supermercati continuano ad avere merce sugli scaffali nonostante in rete si vedano foto da panico collettivo con negozi presi d’assalto e svuotati.

Ma penne lisce e farfalle rimangono i vendita, questa la battuta sentita in più casi, segno di un panico morigerato, “in fondo c’è un limite a tutto”.

Ma se al posto del Covid-19 ci fosse stato ebola?

Forse nessuno in quel caso si formalizzerebbe sul formato di pasta da prendere, così come a nessuno verrebbe in mente di guardare sul web per capire se la festa di Carnevale qui oppure là sia stata annullata o meno. Segno che è la popolazione a non aver recepito la gravità della situazione oppure sono state le misure di contenimento adottate a non essere state ben spiegate nella loro effettiva e veritiera ragione?

Attendiamo notizie per capire quanto ancora durerà la situazione. Girano già voci che parlano di un’ulteriore settimana di sospensione. Vedremo.