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Emma, bambina in gita, trova una tibia di Mammouth su una spiaggia del Po

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di Vincenzo Bruno

Forse era con il suo branco e un predatore l’ha ucciso, non possiamo saperlo: quello che è sicuro è che molte migliaia di anni fa un giovane Mammouth morì dove oggi batte l’ombra del torrione, in un tratto di Po vicino Cremona. Le sue spoglie sono restate li, nascoste allo sguardo del mondo, dall’ultima glaciazione, almeno fino a che Emma, una bambina di otto anni in gita con la famiglia, non ne ha trovato una tibia. È questa la storia emersa in questi giorni che riporta la mente all’ultima glaciazione, quando la Valpadana era un luogo selvaggio abitato da animali ormai estinti. Emma è la figlia di Davide Persico, sindaco di San Daniele Po e docente di paleobiliogia all’Università di Parma. Proprio il papà ha intuito subito la portata della scoperta, che andava però verificata: se è stato da subito chiaro che si trattasse dei resti fossili di un grande mammifero ulteriori misure e comparazioni erano necessarie per definire esattamente la specie a cui apparteneva quel grosso osso pietrificato.

“Il fossile è sembrato appartenere a un mammifero di grandi dimensioni – spiega Persico all’Ansa – Poi con una comparazione diretta in laboratorio presso il museo Paleoantropologico e in seguito ad un confronto con fotografie di parti omologhe scattate al ‘Naturalis museum di Leiden’, in Olanda, durante un convegno, è stato possibile individuare non solo la parte anatomica ritrovata, ma addirittura la specie di appartenenza. Si tratta di un raro resto fossile di proboscidato, e in particolare della parte prossimale di una tibia appartenente ad un giovane Mammuthus primigenius”.