Home Acqua e Territorio Ferma la bonifica dopo l’attacco all’oleodotto di Gossolengo a Piacenza

Ferma la bonifica dopo l’attacco all’oleodotto di Gossolengo a Piacenza

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A oltre due mesi di distanza dalla grave manomissione operata da alcuni ladri che volevano rubare gasolio, non è ancora partita la vera e propria bonifica del terreno interessato dallo sversamento di idrocarburi usciti dall’oleodotto dell’Eni che passa nelle vicinanze del nuovo ponte Paladini sul fiume Trebbia.

Attacco all’oleodotto di Gossolengo sotto al ponte Paladini a Piacenza

Il danno ambientale, infatti, è più serio di quanto inizialmente ipotizzato, dunque il piano di bonifica deve essere più ampio e approfondito rispetto alle prime ipotesi. Arpa, con la collaborazione di Eni e in stretto contatto con i tecnici del Comune e della Provincia, sta ancora definendo l’ampiezza dell’area interessata e la profondità raggiunta dal gasolio fuoriuscito. Sicuramente la quantità dispersa nel terreno è superiore alle “poche decine di litri” stimate nei giorni successivi all’accaduto.

“Le prime operazioni di messa in sicurezza della zona e di pre-bonifica sono state regolarmente effettuate – spiega il direttore di Arpa Piacenza, Giuseppe Biasini – ma per quanto riguarda la rimozione del terreno contaminato stiamo ancora definendo le modalità. Sicuramente i carotaggi che abbiamo effettuato indicano un inquinamento significativo e profondo, maggiore del previsto. Dati che sono simili a quelli rilevati da Eni. Fortunatamente il bacino del Trebbia non pare interessato”. Libertà.it