Home Acqua e Territorio Ferrara, grande frattura anomala nel suolo. Segnale di pericolo? L’Ingv sta indagando

Ferrara, grande frattura anomala nel suolo. Segnale di pericolo? L’Ingv sta indagando

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di Maria Fernanda Piva

Altro che Godzilla o il risveglio dei dinosauri dal letargo, come qualcuno ha commentato ironico sul web. C’è poco da scherzare con la frattura lunga 20 metri e ampia anche 15 centimetri che si è aperta nel terreno alla periferia di Ferrara, accanto al centro commerciale “Il Castello” e alla quale è dedicata la fotogallery che pubblico in fondo a questo post.

Ho intervistato Fedora Quattrocchi, la ricercatrice dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) che si occupa sul campo – e non solo sulle carte – dei cosiddetti transienti dei processi di preparazione di eventi sismici, ossia dei fenomeni che possono precedere forti terremoti. Mi ha fatto i complimenti (e lo dico con orgoglio) perchè questo blog ha colto un evento importante di cui i grandi organi di informazione non stanno occupandosi.

Mi ha detto in sintesi Quattrocchi: “Una frattura così è anomala. Per di più va in direzione Nord-Sud mentre le pieghe-faglia che hanno generato i terremoti del 2012 corrono in direzione Est-Ovest: quindi potrebbe essere connessa ad un ‘lineamento transvero’ di svincolo tra segmenti sismogenetici diversi, magari ancora non attivati”.

Domani andrà ad ispezionarla: “Per affermare che è (o non è) significativa devo prima escludere che sia causata da attività umane nel sottosuolo, tipo un collasso di tubatura fognaria, o che abbia un qualche legame con le attività geotermiche di Hera. Se è una frattura profonda e se ne esce geogas particolare allora sì, è più preoccupante“.

Lo sappiamo tutti: l’anno scorso l’Emilia è stata colpita da scosse di terremoto che hanno lasciato dietro di sè morti e macerie; documenti storici attestano che un simile sciame sismico, nel Cinquecento, durò per diversi anni.

Questo premesso, Fedora Quattrocchi mi ha anche spiegato che in Emilia – al contrario di quanto succede altrove, come a Bagni di Luccanon esiste sul web nessun sistema a disposizione della popolazione per segnalare ai Comuni, alle sedi locali della Protezione civile e all’Ingv i “fenomeni transienti” come quello che si è manfestato a Ferrara, per fare circolare rapidamente le informazioni tra scienziati e per analizzarle prontamente “come ricerca almeno, se non come operatività per protezione civile. Non vogliamo necessariamente svolgere previsione dei terremoti, ma studiare i transienti sì. E il test pilota a Bagni di Lucca sta andando molto bene”.

“Il problema è l’informazione repentina per permetterci un rapido sopralluogo e misure sismo geochimiche e geo-strutturali. La circolazione delle informazioni è fatale in questi casi per una immediata comprensione di ciò che sta avvenendo: un questionario di pronto uso per tutti i cittadini come quello di Bagni di Lucca sarebbe l’ideale. Nessuna previsione dei terremoti, solo circolazione delle informazione a chi di dovere per una immediata ricerca e studio del caso”.

“Sono stata avvertita della crepa di Ferrara dai comitati di Mirabello, non dalle istituzioni. Se la Regione Emilia Romagna ed i Comuni avessero diffuso un questionario come quello di Bagni di Lucca, le informazioni mi sarebbero arrivate immediatamente e sarebbero state analizzate senza suscitare allarmismi o viceversa senza minimizzarne la portata del transiente”.

“Sto richiedendo da tempo una struttura Ingv operativa di ricerca (non ancora operativa per la previsione dei terremoti) già pianificata ed approvata dalla mia Unità Funzionale ed ora al vaglio della ‘Struttura Terremoti’ Ingv. Sarebbe così possibile dare una risposta il più immediata possibile alla comprensione di questi transienti, insieme a quelli relativi al comportamento degli animali e dei fluidi: pozzi e sorgenti”.

“Al momento attuale mi muovo solo io con i miei precari, senza una organizzazione formalizzata da Ingv: le segnalazioni tra Emilia, Toscana ed Umbria sono molteplici durante queste ultime sequenze sismiche. Non è facile stare dietro a tutto senza turni di reperibilità”

“Mi piacerebbe, ed i tempi sono maturi visto che in questi ultimi trent’anni Boschi ha costruito la rete sismica dell’Ingv, che all’interno dell’Ingv ci fosse una struttura operativa 24 ore su 24 dedicata a fenomeni transienti come questo di Ferrara. Se non lo farà Ingv lo faranno necessariamente i cittadini organizzati o altri enti di ricerca, prevedo”.

“Il legame diretto fra cittadini, blog e scienziati sul campo che sta stringendosi attorno alla crepa di Ferrara è bellissimo. E’ democrazia partecipata, è scienza partecipata. Ma ci sono dei salti di informazione, purtroppo, nella catena istituzionale relativa alla circolazione delle informazioni, spesso ci sono interessi non propriamente di ricerca pura, come nel mio caso”.

“Potrò trasferire la ricerca in operatività per la protezione civile solo passando attraverso questo link stretto con la popolazione che possa avvisare di fratture come questa con un questionario di pronto uso su web. La regione Emilia Romagna ancora deve decidere se accettare il mio progetto relativo all’uso anche qui del questionario sui transienti e ricerca di dottorato associata (con Università di Ferrara), tipo quello che facciamo già a bagni di Lucca. Verrebbero così tenuti sotto controllo sul campo (non sulla carta o in teoria) i transienti segnalati dai cittadini”

“Io ed il mio gruppo non facciamo solo studi teorici, ma svolgiamo le verifiche necessarie, insieme magari a Regione, Provincia e Comune. Non escludiamo le collaborazioni, ma non vogliamo neanche essere avvisati con tanto ritardo e magari da un blog o da un comitato”.

“Il mio progetto richiede circa 25-30 mila euro anno per ciascuna delle due regioni (Emilia e Lombardia) da devolvere ad Università di Ferrara e Ingv per iniziare questi studi. Se poi tali regioni vogliono reti sismo geochimiche come quelle che ho su Etna, Piemonte o Umbria, io avviso subito che non sono stazioni commerciali ma vengono costruite presso Ingv. Le cose commerciali le lasciamo ad altri”.

“Al momento attuale io non ho accesso a documenti che mi permettano di capire se la frattura nuova di Ferrara è dovuta ad attività antropiche nel sottosuolo o meno. Se è connessa ad un collasso di una tubatura fognaria non è preoccupante dal punto di vista sismotettonico, ma se invece si tratta di qualche legame con una variazione del reservoir geotermico ferrarese, e non lo posso escludere, in questo caso potrebbe anche essere preoccupante. Ma non lo posso dire se non ho i dati di Hera sotto mano.

“In ogni caso, io al momento attuale non potrei escludere che si tratti di un segno premonitore di una variazione del campo di stress regionale connesso ad un segmento delle pieghe-faglie ferraresi. Una variazione del campo di stress, anche repentina può comportare anche un evento sismico forte. Non posso escluderlo.

“La frattura è comunque con direzione Nord-Sud, quindi trasversale rispetto all’asse delle pieghe ferraresi: è interessante verificare se si tratta di una signature superficiale quale porzione di uno svincolo crostale trasverso, rispetto a pieghe-faglie ferraresi distinte, oppure no. Con il questionario on line i cittadini potrebbero già avermi segnalato altre fratture analoghe in zona. Ma al momento non vi è disponibile. Attenderò pazientemente le decisioni dell’assessore Paola Gazzolo sull’uso, anche in Emilia, del mio questionario di ricerca sui transienti”

“Nel frattempo i cittadini possono fare le loro segnalazioni di fratture e quanto altro attraverso il questionario di Bagni di Lucca (ecco il link diretto, ndr) senza dimenticare di mettere il luogo di avvistamento della frattura, fosse anche in Emilia: noi autori del questionario – geochimici, sismologi e geologi – analizziamo tutto, non importa se è fuori dalla Toscana”.

Domani – salvo imprevisti – Fedora Quattrocchi ispezionerà la frattura di Ferrara, ne verificherà la profondità e constaterà se ne escono gas quali metano, anidride carbonica, radon, argon, elio. Appena io saprò i risultati li saprete anche voi, lettori.

Alcune delle foto sono di Redcarpet su twitter (1, 2), Rudybandiera, Estense