Home Acqua e Territorio Fiumi piemontesi senz’acqua, Legambiente: “La Regione cancelli deroghe anacronistiche”. Lettera di Legambiente...

Fiumi piemontesi senz’acqua, Legambiente: “La Regione cancelli deroghe anacronistiche”. Lettera di Legambiente alla Regione Piemonte

576
0
CONDIVIDI

Oggetto: captazioni per uso irriguo e deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua piemontesi. Richiesta di modifica con DGR e DPGR dell’articolo 9 (Deroghe) del Regolamento della Regione Piemonte del 17 luglio 2007, n. 8/R

 

Gentilissimi,

ci permettiamo di scrivervi alla fine di una stagione estiva che ancora una volta ha visto i corsi d’acqua del Piemonte versare in uno stato di criticità ecologica sotto diversi punti di vista.

Diversi fiumi e torrenti hanno visto il sottrarsi di ingenti quantità di acque, portando in molti casi a situazioni di asciutta totale in interi tratti di fiume. Non si tratta solo di torrenti minori ma addirittura il Po e i suoi principali affluenti sono diventati per molti mesi l’anno delle pietraie senza una sola goccia di acqua. E’ il caso del Po a Revello (Cn), del Sangone a Rivalta (To), del Chisone a Garzigliana (To) e del Pellice a Campiglione (To), solo per fare alcuni esempi delle tante segnalazioni che ci sono giuntequest’estate e che già avevamo riscontrato gli anni scorsi.

La principale causa di questa situazione va ricercata nell’eccesso di derivazioni irrigue che, sommate al prelievo per le centraline idroelettriche, portano il sistema idrografico

piemontese vicino al collasso ambientale e al peggioramento della qualità dell’acqua per mancanza di autodepurazione. Succede così, ad esempio, che per tutta l’estate a Torino

non arrivi un goccio d’acqua del Monviso, ma soltanto quella che sgorga da qualche risorgiva e da qualche scolo fognario. E non arriva nemmeno l’acqua delle montagne che

generano gli affluenti che dovrebbero alimentare il Po a monte del capoluogo.

E’ necessario e quanto mai urgente un ragionamento ampio sulla qualità dei fiumi, anche per attuare quanto previsto e non ancora attuato dalla direttiva europea quadro “Acque” 2000/60/CE e per questo vi chiediamo di modificare con DGR l’articolo 9 (Deroghe) del Regolamento della Regione Piemonte del 17 luglio 2007, n. 8/R che prevede che:

Nelle more del completamento delle azioni volte al riequilibrio del bilancio idrico, nei tratti dei corsi d’acqua di cui all’allegato B su cui incidono rilevanti prelievi irrigui e caratterizzati da ricorrenti deficit idrici stagionali, alle derivazioni ad uso agricolo destinate all’irrigazione e limitatamente al periodo di massima idroesigenza si applica un DMV ridotto a un terzo del valore calcolato ai sensi dell’articolo 4. La deroga è estesa, limitatamente allo stesso periodo, alle altre utilizzazioni collocate sulla medesima asta fluviale a valle dell’ultima utenza irrigua”.

A nostro parere è totalmente immotivato il perdurare di tale deroga originariamente prevista solo “nelle more del completamento delle azioni volte al riequilibrio del bilancio

idrico”, ed è pertanto necessaria e urgente la modifica con DGR e DPGR dell’articolo 9 del Regolamento in questione.

Confidiamo in una vostra disponibilità per la risoluzione tempestiva del problema, così da non dover assistere anche la prossima estate al triste spettacolo dei nostri fiumi in secca. Rimanendo disponibili per qualsiasi chiarimento in merito, si porgono cordiali saluti.

Fabio Dovana

Presidente e Legale Rappresentante

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Onlus