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Furto di sabbia nel Po: arresti, denunce e condanne per direttissima

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Una motodraga ormeggiata alla sponda sinistra del Po
Una motodraga ormeggiata alla sponda del Po

Escavazione abusiva di sabbia nel fiume Po, furto aggravato, danneggiamento e deturpamento ambientale. Con queste accuse la Guardia di finanza di Mantova ha arrestato, nel tardo pomeriggio di mercoledì, il comandante e il marinaio di una draga sorpresi a operare abusivamente nel comune di Dosolo.Denunciato anche il titolare dell’azienda per la quale lavorano.
Venerdì mattina il processo per direttissima. I due, entrambi di San Benedetto Po, hanno patteggiato sei mesi e trecento euro di multa. Pena sospesa. Nel corso dell’udienza hanno ammesso le loro responsabilità ma si sono giustificati dicendo che avevano bisogno di soldi. Il reato ambientale è stato commesso a Dosolo, in una zona difficilmente accessibile del Po.
È stata perquisita anche la sede della società mantovana, proprietaria del mezzo navale, dove i finanzieri hanno sequestrato alcuni computer e la documentazione contabile  utile ai fini investigativi e fiscali. Non è infatti da escludere che il materiale  estratto abusivamente, potesse essere poi ceduto in nero, dopo la sua lavorazione, per fini edilizi.
L’estrazione avveniva con l’ausilio di un lungo braccio telescopico dotato di elica scavante  che permette l’estrazione abusiva consentendo il prelevamento di un notevole quantitativo di sabbia. Dalle indagini effettuate è emerso che l’attività illecita si protraeva da diversi giorni con sottrazione del materiale litoide in quantitativi di gran lunga superiori di quelli attualmente sequestrati con danni ambientali di notevole entità.
Sequestrati la motodraga di un valore di circa 2 milioni di euro e 10.000 metri cubi di sabbia.