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Gambero killer: per fortuna che è piccolo

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di Andrea Dal Cero

Il gambero rosso della Louisiana, da noi più conosciuto come “gambero killer”, sta invadendo i corsi d’acqua e i canali. Danneggia gli argini con le tane e, essendo predatore, si ciba di piccoli pesci e anfibi. Non esiste ancora un piano di contenimento della specie, ma nei giorni scorsi Eddi Boschetti presidente della sezione rodigina del Wwf, spiega che forse l’arrivo dell’invasore non ha portato solo danni, ma anche effetti collaterali imprevedibili come per esempio il ritorno della testuggine palustre.
Il crostaceo alloctono, conosciuto anche come il gambero killer, lo conoscono bene gli agricoltori perchè lui, come la nutria, trasforma gli argini in veri e propri gruviera scavando nel lato interno e sotto il pelo dell’acqua generando problemi di stabilità arginale e di natura idraulica.
Ma anche i pescatori subiscono indirettamente dei danni perché il predatore vive in acqua dolce ma si ciba di piccoli pesci, avannotti, specie di pregio e di uova.
“E’ un problema sentito e non trascurabile – conferma Eddi Boschetti, presidente sezione Wwf Rovigo –  perchè si creano sempre dei danni quando si immettono specie estranee all’ecosistema.
Il gambero rosso entra in conflitto anche con gli anfibi che sono molto delicati, come rospi e tritoni”.
Ma è possibile contenerne la diffusione? “Non c’è un metodo per contenere questa specie, diffusa, prolifica, e che non ha antagonisti naturali – continua Boschetti –  la natura però compensa e il gambero rosso ha molti predatori: aironi, garzette, gabbiani, cormorani e svassi e tutta la famiglia degli ardeidi”.
Per l’ufficio risorse faunistiche della Provincia di Rovigo per il momento non c’è nessun allarme specifico. Al momento a fare più danni sono corvi, colombi, cormorani, nutrie e volpi per i quali esistono dei piani di contenimento redatti dalla Provincia.
“Col Wwf – conclude Boschetti – abbiamo rilevato un segnale di ripresa della testuggine palustre, specie rara in provincia di Rovigo. Stiamo verificando, ma non lo possiamo ancora dire con certezza, se la presenza del gambero della Louisiana stia favorendo il ritorno della testuggine”.

E se il gambero della Louisiana sembra capace di adattarsi benissimo in ogni corso d’acqua, ancora nessuno è in grado di dire fino a che punto possano spingersi le sue capacità di adattamento.
Alla fine della scorsa estate un esemplare di questa efficientissima specie è stato addirittura ritrovato sulla spiaggia nord di Rimini dopo alcuni giorni di pioggia e temporali. Era vivo e si stava adattando all’acqua del mare dopo esservi giunto, probabilmente portato dalla corrente impetuosa di un fiume, pochi giorni prima. Abbiamo trovato testimonianza del fatto al Museo della Piccola Pesca e delle Conchiglie di Viserbella. Cliccando la foto potrete leggere le modalità del ritrovamento.
Con ogni probabilità il gambero killer ha in serbo altre sorprese per noi.