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I cavalli della golena di Pontelagoscuro

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L’idea di valorizzare l’area golenale del fiume Po realizzando uno spazio in cui gli animali possano vivere naturalmente, in maniera estensiva, senza la costrizione di gabbie o box, nasce da a Roberto Gelli, che vanta un’esperienza di oltre vent’anni nel panorama equestre.

“Dal settore dell’eccellenza sportiva, mi sono mosso verso una visione etologica del cavallo, approfondendo come esso viva in natura, come approcciarvisi senza imposizioni, o violenza. La mia visione oggi predilige l’equitazione dedicata all’ambiente, che curi maggiormente gli aspetti naturalistici di questa splendida tecnica”.

A lui si è affiancato Filippo Giubelli, 30 anni, innamorato degli equini, mi spiega che il colpo di fulmine scattò qualche anno fa quando, in occasione di una vacanza in Croazia, partì dall’Italia in automobile e tornò in compagnia di una splendida cavalla da tiro di nome Bella, lasciandosi dietro l’auto.

Da quel giorno Filippo non si è mai staccato dalla sua fedele compagna, che oggi è la prima abitante di questo ricovero per animali, sito proprio nella golena frontistante all’ex zuccherificio di Pontelagoscuro, lungo Via Piarda. Una zona per molto tempo ritenuta poco attrattiva, scarsamente o per nulla frequentata, che ha cambiato destinazione numerose volte, da area per il carico e scarico delle merci, si è trasformata occasionalmente in campo per l’addestramento cinofilo, poi frequentato dagli appassionati di softair, sino ad essere, negli ultimi anni, abbandonata ai rampicanti e alle erbacce.

Il progetto di riqualificazione ricade tra le attività dell’Associazione Culturale Naturalistica Avanguardiacafè (Link – https://www.avanguardiacafe.it/ ), che garantisce tramite  tesseramento, rigorosamente gratuito, la necessaria copertura assicurativa a chi intende visitare il luogo.

“L’obiettivo è quello di riqualificare questo spazio che sorge tra la zona industriale ed il fiume – dice Filippo – vogliamo riportare qui la naturalità di un tempo, per contrastare l’avanzata del cemento e dell’acciaio delle fabbriche. Lo faremo introducendo animali che lasceremo pascolare negli ampi spazi che la golena ci offre, liberi di brucare i diversi tipi di erba, grattarsi con gli alberi, od i cespugli, muoversi. Insomma tutto ciò che non avviene nei maneggi o nelle fattorie che rinchiudono gli animali in piccole stalle, o peggio box”.

Filippo ha uno splendido legame con Bella e informa che il cavallo può vivere anche 40 anni e che perciò, una volta instaurato con esso un rapporto di fiducia, durerà praticamente per tutta una vita.

Bella sarebbe un cavallo da tiro, dal petto muscoloso e le zampe forti per trasportare carri e calessi ma, grazie alla mano gentile di Filippo e l’esperienza di Roberto, sta imparando anche ad essere montata dall’uomo.

Anche qui la cura per l’equino è evidente, la cavalcata avviene rigorosamente senza sella, “all’indiana”, senza morso, per non causare dolore all’animale. Tutto è fatto in sinergia e collaborazione, seguendo l’indole del cavallo, senza imporre il proprio volere con la forza.
Filippo aggiunge che “Oltre ai cavalli vorremmo introdurre anche degli asini, perché il mondo dell’equide per noi è comunque prioritario e riteniamo necessario garantire a questi splendidi animali pace e serenità per terminare gli ultimi anni della loro vita, spesso trascorsa a lavorare e servire.

L’intenzione è anche quella di creare un pollaio, con galline, anatre e forse inserire qualche capretta che ci aiuterà a contenere la vegetazione infestante. Riteniamo fondamentale che gli animali vivano liberamente, senza costrizioni, in spazi adeguati alle loro esigenze di movimento, adatti per farli socializzare e riprendere quei caratteri istintivi, troppo spesso domati e sopiti dall’uomo”.

La zona ben si presta agli esperimenti dei due nuovi gestori che, per finire, hanno già iniziato a creare un piccolo orto biologico, interamente realizzato con materiali trovati in loco. E’ bastato recuperare alcune traversine di legno abbandonate per realizzare i bancali, la terra è stata resa fertile dall’humus e dal letame equino e, con un po’ di acqua, iniziano già a delinearsi i contorni di una primordiale fattoria didattica, in grado di mettere di nuovo in contatto l’uomo e soprattutto i più giovani con gli animali e il territorio.

I due gestori, insieme ai volontari di Avanguardiacafè, confermano che chiunque voglia recarsi a visitare questa nuova realtà, per curiosità, o per dare una mano, è assolutamente  il benvenuto.