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Vie d’acqua ferraresi: naufragio in un mare di grandi progetti

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Se fosse come sarebbe

Ieri mattina, presso la sede della Confesercenti ferrarese, gli operatori economici, turistici e commerciali che operano lungo i 250 chilometri delle vie d’acqua della provincia, si sono incontrati per rivendicare quegli aiuti sempre promessi e mai arrivati che avrebbero dovuto concretizzarsi con la realizzazione dell’Idrovia Ferrarese, la messa in sicurezza del territorio, delle sponde, le bonifiche dei canali e della darsena nel tratto cittadino.

Intorno al tavolo, operatori del Delta del Po come Linda Orlandini della Nautica del Delta e Valentino Mondo per la Nautica Mondo.

Per la città di Ferrara Nicola Scolamacchia, titolare dell’Astra Hotel e presidente provinciale di Confesercenti assieme a Georg Sobbe, proprietario della Motonave Nena e presidente dell’Associazione Fiumana.

In rappresentanza di quello che fino a pochi anni fa era il popolo della nautica cittadina, ormai esiliato senza speranza in Veneto o verso il mare, il sempre disponibile Paolo Dal Buono. Da Stellata, l’Ovest del Territorio ferrarese, i titolari del villaggio turistico Lucciole nella nebbia.

Lo stato in cui versano le via d’acqua ferraresi, una ricchezza che caratterizza il nostro territorio, è tale da compromettere sia la vita delle imprese che operano sul Po e sui diversi canali navigabili, sia ogni possibile sviluppo turistico e commerciale – dice Confesercenti per bocca del suo presidente – Il progetto dell’Idrovia Ferrarese appare ormai come un miraggio: bello e irraggiungibile”.

La posizione di Confesercenti su questo argomento è nota e a questo proposito si può leggere ancheFerrara, terra e … fango” dice Confesercenti” che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi.

Le disavventure della Motonave Nena degli ultimi giorni hanno tenuto banco sulla cronaca locale e Georg Sobbe si è limitato a riassumerle ricordando però, una volta di più, come la Nena e i battelli dell’Associazione Fiumana siano ormai gli ultimi natanti che si ostinano a navigare le acque ferraresi ad onta di qualsiasi difficoltà.

Problemi di interramento e di mancata manutenzione delle sponde nel Delta, impossibilità di programmazione e di attuazione di una strategia commerciale più a Ovest lungo l’asta del Po, abbandono forzato della darsena di San Paolo dei possessori di barche e battelli: un quadro desolante che non vede soluzione né alleanze possibili.

Dell’Idrovia si vede solo qualche ponte inaugurato in pompa magna, per il resto in tutto il territorio fluviale si vedono solo problemi che nessuno per il momento, ha l’autorità, la competenza o la decisione di risolvere.

A Ferrara tra pochi giorni si vota per eleggere un nuovo sindaco, ma per il momento non sono arrivate nemmeno le promesse: gran brutto segnale.

Anche il proposito di un appello al Presidente Regionale Stefano Bonacciniche in diverse occasioni si è dimostrato attento e interessato allo sviluppo della navigazione interna e del turismo slow” sembra più una mossa obbligata che una speranza reale.

Insomma, qui a Ferrara, sono tanti  quelli che cominciano a rimpiangere i bei tempi andati. Prima dei progetti faraonici, dei nuovi porti in Adriatico, delle nuove conche, dei sistemi interconnessi.

Quando almeno si pensava a gestire il poco che c’era, senza troppe pretese ma con un minimo di buon senso.