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Il Cocchiere del Diavolo all’Ariostea

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Donato Ungaro (a sinistra)

Oggi, mercoledì 19 febbraio 2020, alle ore 17, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea (via delle Scienze 17, Ferrara), si terrà la presentazione del romanzo di Donato Ungaro “Il cocchiere del Diavolo. Una maledetta storia sul Po” (Faust Edizioni, collana di narrativa ‘I nidi’). Ne parlerà con l’autore: Paolo Sturla Avogadri (storico e saggista). Sarà presente l’editore Fausto Bassini. La partecipazione è libera e gratuita.

Nel corso dell’evento, Paolo Sturla Avogadri racconterà grandi enigmi di storia locale: dai misteri del Duomo al santo-eretico Pungilupo, da Pietro Bono Avogari ‘il Nostradamus estense’ ai Cavalieri Templari a Ferrara. Inoltre saranno proiettati due eccezionali documentari d’epoca, con protagonista il nostro territorio: “Uomini contro il Po” (1952) di Fabio Pittorru (fotografia di Antonio Sturla) e “In un paese sul fiume” [noto anche come “L’argine guarda i cortili”] (1953) di Aldo Centis (fotografia di Antonio Sturla, aiuto operatore Paolo Sturla Avogadri).

“IL COCCHIERE DEL DIAVOLO”: TRAMA. A Ponte Vecchio, un borgo della Bassa emiliana tranquillo e dimenticato da Dio, viene ripescata dalle acque una grossa e antica macina da mulino, che trasuda liquido rossastro.

Prospero Molinari, imprenditore sospettato di condurre affari illeciti con la navigazione sul Po e con le escavazioni abusive, asporta la macina dalla piazza dove è stata esposta. Da questo momento si sussegue, in poche settimane, un’inspiegabile catena di tragedie senza precedenti: tutti i compaesani precipitano in un mesto sconforto. E iniziano a parlare della maledizione della macina.

Guido Sabbatini, professore in pensione appassionato di storia locale, e Giuseppe Dossi, studente universitario, si interessano del misterioso oggetto. Così, spulciando carte polverose e sconosciute in un palpitante viaggio da Ferrara a Roma, tra cripte buie, libri bruciati, preti allucinati, archivi comunali e vaticani, i due si imbattono in una terribile vicenda, realmente accaduta a Ponte Vecchio sul finire dell’XI secolo, con protagonisti una macina di granito rosso e un mugnaio.

Una corsa sulle ali dei secoli, tra le strade e le piazze di Ferrara, lungo gli argini e le rive del Po, per scoprire segreti inconfessabili che si risvegliano da un passato che forse era meglio non rivelare. Ma non sempre le cose vanno come vorrebbero gli uomini: il Diavolo, alle volte, ci mette la coda…

DONATO UNGARO: NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA. Laureato alla facoltà di Lettere e Filosofia a Ferrara e giornalista professionista dal 2005, ha collaborato con la “Gazzetta di Reggio”, la “Gazzetta di Parma”, “l’Unità”, il “Corriere Romagna” e ha scritto anche per la “Gazzetta di Mantova”, la “Gazzetta di Modena” e “la Nuova Ferrara”. In ambito televisivo ha collaborato con il Tg di La7, con TvParma, TeleReggio, MantovaTv; con “Le Iene” di Italia Uno ha realizzato un servizio sulle escavazioni abusive nel Po.

Cura un blog (donatoungaro.it) dove scrive di legalità e infiltrazioni mafiose nel Nord Italia; per questa attività ha ricevuto, tra gli altri, il Premio ‘Giorgio Ambrosoli’, il Premio ‘Libertà di stampa’ di Articolo 21 e FNSI, il Premio ‘Pio La Torre’ di CGIL, FNSI, Avviso Pubblico.

La sua storia di vigile-cronista coraggioso e minacciato ha ispirato il Teatro delle Albe di Ravenna per la realizzazione di due spettacoli teatrali: “Saluti da Brescello” e “Va Pensiero”.

Ha inoltre pubblicato “La Milano mia e di Giovannino” (Arti Grafiche Castello, 2002); “Sostiene Petronio”, progetto ‘Nel cartone’ (Pendragon, 2015); “Mio zio don Camillo, mio nonno Peppone… e la storia ricomincia. 18 racconti” (Faust Edizioni, 2016).