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Il Consiglio di Stato boccia Regione Lombardia e dà ragione al Parco Adda Sud. Più controlli per escavazioni ed estrazioni

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“Una sentenza che servirà a tutte le aree protette della Lombardia” afferma Silverio Gori, Presidente del Parco Regionale Adda Sud, dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha bocciato 20 dei 24 articoli modificati dalla  Regione Lombardia che voleva imporre al Piano Territoriale dell’area protetta fra Lodi e Cremona minor valore.

La massima magistratura amministrativa ha infatti confermato l’obbligo del parere preventivo del Parco su tutti i progetti di escavazione ed estrazione nelle aree di pregio ambientale all’interno dei propri confini “scongiurando l’apertura di una pericolosa deregulation che avrebbe allentato l’opera di controllo e di difesa della Natura che ogni giorno compiamo a favore di tutti” aggiunge Gori.

Anche per quanto riguarda la gestione delle piante, dei boschi,ed altri interventi nel territorio di competenza, il Consiglio di Stato ha riconosciuto il ruolo specialistico degli uffici del Parco Adda Sud nella valutazione di tutti gli interventi, confermando che servirà sempre l’autorizzazione dell’Ente e che, in caso di violazioni, resta il potere di sanzione contro chi non ha rispettato le regole.

“Qui non si tratta di vincere o perdere – conclude Gori – ma di riconoscere il valore dei territori rispetto a decisioni che potevano essere imposte dall’alto. Diciamo che è stato riconosciuto una sorta di federalismo ambientale a difesa della Natura e la sentenza del Consiglio di Stato può essere considerata una base di interpretazione importante per quanto riguarda l’attribuzione delle competenze fra il livello regionale e quello locale dei parchi, a partire dall’Adda Sud”.

Comunicato del Parco Adda Sud