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Perché non vi parliamo del coronavirus

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Non siamo riusciti a sapere nulla di questa immagine. E’ stata molto usata nella rete per i motivi più disparati. Se qualcuno sa chi sia l’autore saremo molto felici di parlare con lui.

I Giornalisti di Azione Fluviale non hanno paura di vivere e, forse, non hanno neanche troppa paura di morire. Non hanno paura di combattere contro i mulini a vento e, anzi, qualche volta sembra che se li vadano a cercare.

I GAF non hanno paura di raccontare quello che succede perché proprio questo è il loro lavoro, il loro compito sociale, l’etica della loro professione, il pane di tutta una vita.

L’unica paura che può frenare il loro racconto è il timore di non riuscire ad essere utili, di essere fraintesi, di trattare argomenti che non riescono a comprendere fino in fondo perché non ne sanno abbastanza.

Quello che sta succedendo in questi giorni proprio nelle regioni del bacino padano ci lascia attoniti e privi di certezze, proprio come sta succedendo a ognuno di voi che ci leggete. E non abbiamo competenze sufficienti per esprimere un parere  abbastanza fondato per influenzare chi ricerca la nostra pagina o ci capita per caso.

Di fronte a questa epidemia che coinvolge e sconvolge le nostre vite noi non abbiamo suggerimenti o indicazione da dare. Ci dispiace ma è così.

Reputiamo inutile ripetere sul Giornale del Po quello che già potete trovare ovunque. Non abbiamo anticipazioni da dare, non disponiamo di canali privilegiati in tema di coronavirus. E probabilmente se avessimo informazioni “sensibili” di quello che sta succedendo ora per ora, ebbene, penso proprio che non potremmo nemmeno condividerle con voi.

Per tenervi aggiornati sull’evoluzione di questa epidemia seguite le cronache locali dei vostri media di riferimento, aspettate i bollettini quotidiani della Protezione Civile, del Ministero della Sanità, i messaggi dei vostri Comuni di residenza.

Volenti o nolenti abbiamo una cabina di regia e non serve a niente passare la giornata a criticarla o a deriderla. Ci piace pensare che chi è costretto a prendersi la responsabilità per tutti noi stia facendo del suo meglio per gestire la situazione.

Non ci resta che seguire le indicazioni che ci vengono date. Che ci piaccia oppure no.