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Il Delta del Po e la mobilità d’acqua all’interno del Contratto di Foce

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Il 21 ottobre, presso la sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po di Taglio di Po, c’era per noi Pierluigi Veronese

Il Contratto di Foce può essere inteso come una customizzazione dei Contratti di Fiume, ovvero gli strumenti di programmazione negoziata, profondamente interrelati ai processi di pianificazione strategica rivolti alla riqualificazione dei bacini fluviali.

Nel caso specifico l’interesse è per l’ambito geografico di fascia costiera della Regione Veneto, compreso fra i tratti terminali dei fiumi Brenta, Adige, Po di Levante, Po di Venezia ed il mare Adriatico, in cui riflettono i caratteri idrografici, ambientali e socio-economici dei territori interposti.

Ingrediente fondamentale di questo strumento programmatico è la partecipazione della comunità (Comuni, Province, ATO, Regione, imprese, cittadini, associazioni, ecc.) che lavora per il suo territorio (suoli, acque, insediamenti, aria, ecc.), generando nuove politiche e progetti a diverse scale/livelli, al solo fine di perseguire un insieme di obbiettivi come la riduzione dell’inquinamento delle acque e del rischio idraulico, la riqualificazione dei sistemi paesistico-ambientali e dei sistemi insediativi afferenti ai corridoi fluviali, la condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell’acqua.

Il Contratto di Foce, rappresenta inoltre la leadership dell’area territoriale espressa dal Consorzio di Bonifica e dai Sindaci dei Comuni del Delta del Po il quale, è stato selezionato come esperienza interessante in grado di orientare una progettualità mirata all’interno della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI).

Pertanto l’Area Interna Contratto di Foce Delta del Po è legittimata dal Governo Centrale ad operare da subito con un budget dedicato ai programmi strategico-finanziari della Regione del Veneto che gestirà i fondi strutturali europei 2014-2020. Inoltre, avrà la possibilità di operare tramite un canale di finanziamento diretto dal Governo Centrale in alcuni servizi essenziali (salute, istruzione e mobilità), soprattutto attraverso un ribilanciamento delle decisioni di politica ordinaria. Prevedendo tempi certi ed uno stretto e aperto monitoraggio degli interventi.

Nel giugno del 2014, presso la sede del Consorzio di Bonifica Delta del Po, è iniziata una prima ”attività di ascolto del territorio” con una serie di appuntamenti relativi ai temi acqua-agricoltura, acqua-pesca, acqua-difesa e adattamento, acqua-ambiente e paesaggio, turismo e cultura.

Il 21 ottobre scorso si è conclusa la seconda fase di “ascolto”. Organizzata attraverso una serie di incontri a carattere laboratoriale e finalizzati all’elaborazione della Bozza di Strategia d’Area Interna. Tali incontri, detti Tavoli Tematici, erano rivolti a tutti i soggetti pubblici e privati portatori d’interesse per la condivisione delle possibili soluzioni e progettualità relative alle tematiche: Sanità, Scuola, Mobilità di terra e Mobilità d’acqua.

In ambito fluviale le criticità emerse riguardano: l’assenza di un focus sulla mobilità d’acqua con potenziale integrazione a quella ferro-gomma e la problematica relativa agli attracchi lungo le aste fluviali del Polesine. In base ad un censimento Provinciale, su 65 attracchi rilevati e di proprietà mista (pubblico e privato), circa il 10 percento risultano accessibili; tutti gli altri sono praticamente inutilizzabili in quanto irraggiungibili per l’erba alta, privi di acqua, elettricità e soprattutto di collegamento con la sponda arginale.

In replica, le azioni proposte per la riqualificazione del sistema della navigabilità fluviale si sono concentrate sulla sistemazione e messa in sicurezza degli attracchi, dotandoli di tutti i servizi di base, una corretta segnalazione e relative piazzole di sosta; sullo sviluppo di un servizio pubblico-turistico su acqua, integrato con altri sistemi e valorizzando il recupero di vie di collegamento storiche e non per ultimo l’agganciamento all’idrovia della Litoranea Veneta.

Portavoce del Tavolo tematico è stato l’Ing. Alessio Picarelli dirigente dell’Autorità di Bacino fiume Po (ADBPo), il quale ha esposto il lavoro svolto ed agevolato il dibattito tra i presenti, cogliendo la proposta dell’Ing. Mantovani (Direttore Consorzio di Bonifica Delta del Po) per la trasformazione in una App di un progetto del 2007 relativo alla realizzazione di un Tom-Tom per la navigazione fluviale, ma mai distribuito, ed in fine l’intervento della Dott.ssa Rosito (Assonautica Polesana-Venezia) che ha reso concordi tutti i partecipanti sulla necessità di coordinare l’intero sistema idroviario per mano di un gestore unico.