Home Acqua e Territorio Il leopardo del Po: quando il bacino del fiume era una savana

Il leopardo del Po: quando il bacino del fiume era una savana

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Nell’estate del 2013 nei pressi di Spinadesco (CR) fu ritrovato il più grande e meglio conservato cranio fossile di rinoceronte che sia mai stato rinvenuto in Europa.

Nel giugno dello scorso anno un raro resto fossile di proboscidato, e in particolare della parte prossimale di una tibia appartenente ad un giovane Mammuthus primigenius, fu trovato da una bambina di nome Emma in un tratto di Po vicino Cremona.

A Gerre de’ Caprioli (CR) il direttore del museo Paleoantropologico del Po Simone Ravara durante un’escursione di ricerca con altri membri del gruppo naturalistico Paleontofilo di San Daniele ha trovato un rarissimo osso sacrale di iena maculata vissuta milioni di anni fa.

La Pianura Padana ha ospitato condizioni climatiche e ambienti molto diversi, ecco perché può capitare che un pensionato appassionato di fossili ritrovi una tibia di leopardo nel Po. Il ritrovamento risale a un paio di anni fa ma finalmente, grazie a uno studio pubblicato su quaternary international, è ora possibile affermare con certezza che quella è la tibia destra di un Leopardo (Panthera pardus) lungo circa due metri e di circa 45 chili vissuto 200.000 anni fa.

Nei depositi alluvionali del fiume padano negli anni sono stati scoperti resti di erbivori come elefanti e rinoceronti, del tutto simili a quelli che oggi vivono in Africa, ma anche bisonti e cervi, animali di tutt’altro ambiente che testimoniano unalternanza climatica tra periodi freddi e caldi.

I fossili di predatori sono molto più rari, è del tutto normale perché la proporzione tra prede e predatori deve essere numericamente a favore di chi viene mangiato. La tibia di leopardo rappresenta quindi un importante tassello nella ricostruzione dell’ambiente padano di 200.000 anni fa e, visto il basso livello di erosione, è probabile che non abbia viaggiato per molti chilometri lungo il fiume.