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“Il Magazzeno” la sua Terra, la sua Gente e la sua Corsa

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E’ uscito in questi giorni un nuovo libro curato da Gian Paolo Grandi, edito da Mezzaluna: “Il Magazzeno” la sua Terra, la sua Gente e la sua Corsa, scritto da quattro autori qualificati (Bruno Lugli, Gian Luigi Casalgrandi, Claudio Gibertini e Giovanni Moi) che racconta la storia di una piccola frazione alle porte di Savignano sul Panaro. Filo conduttore il fiume Panaro, lungo le cui sponde si svolgono i racconti che gli autori hanno sviscerato attingendo da ricordi personali, ricerche d’archivio e interviste inedite. Sembra quasi una favola, la storia di questo piccolo borgo ai confini tra le terre di Modena e quelle di Bologna: addirittura due nomi: Magazzeno nella parte modenese e Magazzino in quello bolognese. Divisioni accumunate nella parlata che inevitabilmente è il sunto di due idiomi. Terre del papato e del ducato estense che hanno dato il via a un’etnia orgogliosa della propria terra. Terra di acque e uomini che con la loro caparbietà hanno creato una grande storia d’arte e imprenditoria. (Le sculture di Giuseppe Graziosi e l’Inalca di Luigi Cremonini, magazzenesi doc, tanto per citarne i più conosciuti). Nella Valle, il Panaro opera della natura e il Canale Torbido scavato dall’uomo, antica forza motrice voluta dai benedettini, che per secoli ha prodotto l’energia per gli opifici e portato acqua per l’irrigazione e la coltivazione di frutta, riso e canapa. Di fianco a tutto ciò, incredibilmente, una Corsa Ciclistica che oggi ha compiuto 50 ani, partita da una scommessa da osteria, una goliardata tra amici “La Magazzeno Monteombraro” che oggi è considerata nell’ambito del ciclismo sportivo una delle più famose classiche dilettantistiche d’Italia. E tutto questo grazie al volontariato sportivo, al Team Violi e al Comune di Savignano sul Panaro. G.L.C.