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Il nuovo atlante illustrato delle antiche barche e battelli del Po

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In questi giorni nelle librerie è apparsa una novità editoriale rivolta agli appassionati di Storia, Tradizioni e Cultura Navale del fiume PO.
Per la prima volta infatti viene presentato questo atlante illustrato che espone in modo completo il patrimonio delle imbarcazioni piccole e grandi che navigavano sulle acque del Po e dei suoi affluenti, da Torino al Delta, incluse le barche di Comacchio, del Polesine e dell’Adige e che per secoli, hanno risalito il fiume.
In questo libro c’è un aspetto che sorprende per la sua novità, ed è quello relativo alla particolare ed originale tipologia di quelle barche che navigavano sui famosi Navigli di Milano, ma anche quelle di località oggi ritenute lontane da una vera e propria “tradizione navale”, come i canali navigabili di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna dove in quest’ultima, la navigazione verso il Po e Venezia è proseguita fin quasi alla metà del Novecento.
Così, pagina dopo pagina, si presenta al lettore un quadro inatteso di metodi costruttivi e di imbarcazioni che per varietà e tipologia supera quello dei più rinomati fiumi navigabili del nord Europa.
Si parla di barche avevano nomi per noi insoliti e ormai dimenticati, quali il Bricèl, la Barbòta, la Magàna e la Gabarra, ma un tempo, questi scafi, con le loro forme particolari, erano riconosciuti anche a distanza prima di giungere nei vari approdi lungo fiume.
L’epoca di riferimento di questa ricerca percorre uno spazio temporale che va dal Settecento al Novecento, quando in particolare si è passati, sia pure lentamente, verso una evoluzione industriale e tecnologica della società che ha coinvolto anche la navigazione sul fiume; è innegabile che durante l’Ottocento, l’avvento dei nuovi battelli a vapore (poi a scoppio) e della ferrovia, abbiano favorito il progressivo abbandono della “navigazione tradizionale”.
Per tracciare questo quadro Loreno Confortini, noto disegnatore e cartografo di città, monumenti e castelli, ha affrontato con perizia questo nuovo argomento delle barche fluviali, mentre Marco Bonino, autore dei testi, studioso e docente di storia, archeologia ed etnografia navale, ha lasciato il linguaggio specialistico degli atti dei convegni e delle aule universitarie, per portare la sua esperienza in una forma didattica chiara ed immediata, senza nulla togliere alla completezza dell’argomento.
Questa collaborazione ha quindi avvicinato due esperienze diverse per esporre in modo unitario quanto era sparso in numerose pubblicazioni locali (e spesso difficili da consultare), ma anche in memorie e appunti che si erano accumulate in anni di ricerche.
Vengono così presentati, con oltre 100 illustrazioni a colori, in bianco e nero e foto d’epoca, oltre sessanta tipi diversi di imbarcazioni, che percorrevano il nostro fiume ed i suoi affluenti dal fino a pochi decenni orsono.
La descrizione di questa varietà di barche è preceduta da una breve Storia della Navigazione in Pianura Padana dal Medioevo ai giorni nostri, con una descrizione delle principali opere idrauliche e di quelle canalizzazioni che hanno modificato e caratterizzato la storia e l’economia di questi territori.
Per secoli, la forza “motrice” della navigazione sul fiume è stata quella dell’uomo, della spinta a remi e nei casi migliori, quella di cavalli e dei buoi, che trainavano le pesanti barche; a volte, da Piacenza verso il mare, ma più spesso tra il Polesine ed il Delta, si usava la vela.
L’attività degli “squeri”, o cantieri, era il cuore delle diverse tradizioni costruttive che si svilupparono con caratteristiche diverse a partire dall’Alto, al Medio e al Basso corso del fiume. Verso la foce si stendono le ampie zone lagunari e per millenni la navigazione di risalita è stata costante anche da parte di barcaioli provenienti dal Veneto, dalla Romagna e dall’Adriatico.
Tanti modelli di barche per tanti mestieri diversi: dagli spedizionieri ai carichi di derrate alimentari e come non citare il millenario trasporto del sale che tanto ha contribuito alla tradizionale produzione di quei formaggi e insaccati oggi così rinomati sulla nostra pianura, ma anche materiali per l’edilizia e non possiamo dimenticare che le pietre e i marmi utilizzati per la costruzione delle grandi cattedrali padane giungevano nelle nostre città dalle Alpi, per vie d’acqua interne.
Sul fiume vi erano i raccoglitori di canne, i cavatori di sabbia e di ciottoli silicei per le vetrerie di Murano, fino ai pescatori, i cacciatori e, in un passato non troppo remoto, anche i contrabbandieri.
Ma non vi erano solo le barche da lavoro: i duchi rivieraschi per i loro viaggi presso le varie corti padane, amavano percorrere le acque del fiume con barche da gala riccamente decorate, ovvero i famosi “Bucintori” costruiti alla moda del celebre modello veneziano.
Tra queste attività si svolgeva anche quella, per noi più famosa, dei mugnai con i loro grandi mulini natanti costruiti su imponenti scafi di quercia detti sandoni: ancora ai primi anni del Novecento furono censiti oltre 250 mulini attivi che stazionavano sul fiume.
Poi vi era la diffusa attività dei traghettanti (o portinai): ogni località che si affacciava sul fiume aveva un traghetto, ma anche questi, in seguito, furono sostituiti dai ponti di barche con i loro addetti.
Tutte queste furono attività che il crescente progresso si porterà via. Sono tanti gli aspetti della vita sul Po descritti in questo volume e grazie alla presentazione grafica, alle cartografie e ai testi, si riscopre un patrimonio culturale ormai dimenticato che possiamo chiamare la “Civiltà del Fiume”.
ANTICHE BARCHE E BATTELLI DEL PO
Atlante Illustrato delle Imbarcazioni Tradizionali
dei Fiumi e dei Canali della Pianura Padana
– Formato 21×30 cm.
– 88 pagine a colori
– copertina rigida
– Prezzo € 29.90
ISBN 978 88 906590 6 5

Il libro si può acquistare sul sito www.barchepo.it, ed è distribuito nelle librerie dell’Emilia Romagna da l’Editoriale srl. di Bologna. Con oltre 60 modelli di imbarcazioni e più di 100 illustrazioni a colori e in bianco e nero, questa edizione propone una breve storia della navigazione fluviale tra il XVIII e il XX secolo,
spiegata attraverso una originale ed inedita raccolta di barche e battelli, mulini natanti e traghetti che navigavano sul Po da Torino al Delta, inclusi i Navigli di Milano, i Canali della pianura emiliana e il Navile di Bologna, il bacino del fiume Adige e le Valli di Comacchio.