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Il pesce siluro si vende al mercato e per la strada, soprattutto in Italia. In questo caso a Bologna

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Non abbiamo mai creduto del tutto alla storia dei pescatori di frodo che fanno avanti e indietro con la Romania. Non ci abbiamo creduto fino a ieri e anche oggi, come pista da seguire nelle indagini, non ci sembra interessante più di tanto.

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Per trasportare il pesce su mercati lontani i nostri predoni non sono sufficientemente organizzati e, se lo fossero, i costi di gestione dei loro traffici leviterebbero fino a rendere non conveniente tutta la questione. Infatti non possiedono, tranne rarissimi casi, impianti di refrigerazione, veicoli coibentati e tutto quello che occorre per gestire una filiera del freddo indispensabile per questo progetto di esportazione.
Più facile per loro cercarsi i clienti finali sul mercato locale, intrufolandosi nelle pieghe del disagio sociale e delle minoranze che sfuggono ad ogni controllo.
Ieri anche a Bologna, dopo Milano, Torino, e chissà quante altre città di cui ancora non sappiamo, due rumeni vendevano il pesce in strada, tenendolo nel baule di un’auto, non refrigerato, senza etichette che ne garantissero l’origine né involucri idonei alla conservazione. Per questo la Polizia municipale di Bologna ha identificato i due abusivi, sanzionandoli per 8.000 euro.
Il comandante dei vigili, Carlo Di Palma, riferisce in una nota: “Nell’ambito dell’azione di contrasto al fenomeno del commercio abusivo, svolta ad ampio raggio dalla Polizia municipale in qualunque settore della vendita, ieri è stata compiuta una importante operazione che ha conseguito il duplice obiettivo della tutela del consumatore e della repressione delle attività illecite. Gli agenti sono intervenuti a Porta San Vitale dove due cittadini di nazionalità rumena erano intenti a vendere abusivamente prodotti ittici a prezzo irrisorio”.
Il pesce era depositato alla rinfusa all’interno del baule di un autoveicolo, senza alcun sistema di refrigerazione, sprovvisto di involucro e di etichettatura che ne certificasse la provenienza, in spregio delle più elementari norme igieniche – continua la nota del comandante Di Palma – I vigili hanno provveduto all’immediato sequestro della merce: 65 esemplari di importanti dimensioni per un peso complessivo di oltre 400 chilogrammi”.
Insomma, il pescato di frodo arriverà anche in Romania come tanti sostengono, ma per le nostre strade è sempre più presente, come è logico. Cerchiamolo lì!