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Il Secchia: un antico fiume tra storia e natura

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Fiume Secchia, veduta aerea delle casse d'espansione

di Gian Luigi Casalgrandi

Fiume Secchia, veduta aerea delle casse d'espansione

 

 

 

 

 

 

 

 

Il contatto con i fiumi, per chi è nato nel territorio modenese è costante. La vita dei suoi abitanti è accompagnata da sempre dai corsi d’acqua, fonte primaria di vita e a volte, purtroppo, di gravi calamità. L’uomo fino dai primi insediamenti ha lottato per irreggimentare le acque per aumentare le aree destinate alla coltivazione. Un lavoro difficile e faticoso, di cui si trovano ancora diverse e importanti tracce lungo il Secchia, uno dei due fiumi, che assieme al Panaro,  attraversano la pianura padana. Il fiume Secchia nasce dall’Alpe di Succiso e dopo un percorso di 172 km. sfocia nel Po.  Una rete di canali, imperniata sull’asta del canale di Modena, fu la trama su cui si organizzò l’agricoltura. Nello stesso tempo dai canali trassero forza propulsiva i mulini e i primi impianti  industriali. Un lavoro che continua ancora oggi.

Parco del Secchia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1985 è stata completata la traversa di regolazione S.Michele-Castellarano che consente di recuperare per diversi usi le acque fluviali. Lunga 176 metri, è stata costruita a valle delle antiche derivazioni dei canali di Modena e Reggio. Le acque derivate vengono convogliate verso valle attraverso una rete di canalizzazioni, la cui dorsale principale è costituita dal Canale di Secchia, che serve la sponda reggiana, e dal Canale Maestro, che serve quella modenese.Per la fruizione “ecologico-naturalistica” dell’antico corso d’acqua, da segnalare:

– Il Percorso Natura del Secchia inaugurato nel giugno 2003, che si snoda per 35 km, da Modena alla rupe del Pescale. Il percorso permette di risalire in bicicletta il fiume, lontano dal traffico automobilistico attraverso una variegata e rigogliosa vegetazione.

– La cassa di espansione del Fiume Secchia, situata tra le province di Modena e Reggio Emilia, nel territorio dei Comuni di Modena, Campogalliano e Rubiera, è stata realizzata per regolare le piene del fiume, ma ha acquisito ben presto notevoli valenze naturalistiche. La Riserva, istituita nel dicembre 1996, è nata per proteggere questi ambienti che hanno funzione di riequilibrio ecologico per tutto il territorio circostante caratterizzato da aree agricole, cave di sabbia e ghiaia, aree per attività sportive e ricreative, grandi infrastrutture viarie; l’area protetta occupa una superficie di 260 ettari.

Riserva naturale fiume Secchia

 

 

 

 

 

 

 

 

– Curiosità, il fiume Secchia produce anche energia pulita: in località Borgo Venezia, è stato inaugurato nel 2007 un impianto  idroelettrico. L’acqua viene incanalata, mediante un’opera di presa, all’interno di una condotta  sotterranea che giunge alla turbina interrata e successivamente restituita al fiume mediante un canale a cielo aperto. Grazie a questo impianto è possibile produrre energia elettrica evitando qualsiasi emissione inquinante nell’atmosfera, risparmiando tonnellate di petrolio e senza arrecare alcun danno al corso  d’acqua. E questo, è bene!