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“Il siluro si vende in Romania, le carpe in Italia”. Una notte sul Po contro i predoni dell’Est

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Il siluro si vende in Romania, le carpe invece in Italia”. Non ha timore di parlare un pescatore romeno di professione che, nonostante dal 30 luglio 2015 la pesca professionale nel tratto piacentino del Po sia vietata, è stato “pizzicato”, con un collega, sulle rive del Grande Fiume nella notte tra il 13 e 14 agosto a Caselle Landi all’altezza dell’Isola del Pinedo. A sorprenderlo i guardiapesca volontari di Arci Pesca che, instancabili, con i colleghi di Enal Pesca, pattugliano quotidianamente le acque del Po anche nella parte lombarda. Ottocento metri di reti calate (non segnalate e prive di marchiatura, quindi sequestrate), un Mercedes Sprinter con all’interno un blocco di ghiaccio, una licenza professionale di pesca di tipo A, una normativa lacunosa e diversa da provincia e provincia e il gioco è fatto e il bottino quasi sempre ricco.

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