Home in Vetrina Il viaggio del Po-Tiki da Moncalieri ai Murazzi di Torino

Il viaggio del Po-Tiki da Moncalieri ai Murazzi di Torino

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Martedì 5 giugno si è svolta la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Per l’occasione a Torino è stato portato a termine con successo l’esperimento del Po-tiki, un’iniziativa per il riciclo e il riuso della plastica. Po-tiki è il nome del catamarano realizzato da Lorenzo Fracastoro e Gabriele Saluci, collaboratori del notiziario web Eco dalle Città, con il supporto dell’architetto Claudio Perino. La particolarità dell’esperimento è il materiale con cui è stata fabbricata parte del catamarano: i due scafi sono infatti composti da oltre 700 bottiglie e flaconi di plastica usati.
Agli appassionati di mare, il Po-tiki rievocherà grandi imprese del passato. Il nome del catamarano, spiega Saluci, “è in onore del Kon-tiki, imbarcazione svedese costruita con materiali primitivi che ha attraversato il pacifico per dimostrare che la Polinesia poteva essere colonizzata in epoche precolombiane da popolazioni del Sud America”.
Il nome e il messaggio del Po-tiki fanno tornare alla mente il più recente Plastiki, il catamarano di 20 metri costruito con 12.500 bottiglie di plastica e altri materiali riciclati che nel 2010 navigò da San Francisco fino la città di Sydney in Australia con un equipaggio di sei persone. Il Plastiki volle testimoniare le conseguenze su mari e oceani dell’errato smaltimento della plastica: nel suo viaggio Plastiki filmò infatti enormi quantità di plastica galleggianti: in alcuni casi vere e proprie isole.
Il 5 giugno scorso il Po-tiki non ha attraversato l’oceano ma ha comunque navigato per alcuni chilometri sulle acque del fiume Po da Moncalieri ai Murazzi di Torino. “Il primo contatto con l’acqua – ha affermato Gabriele Saluci – è stato per noi marinai preoccupante, per il catamarano no. Galleggiava perfettamente sul filo dell’acqua. L’imbarcazione pescava molto meno di quanto avessi mai potuto pensare, così siamo partiti. Abbiamo capito subito che saremmo andati molto lenti, siamo arrivati a Torino 2 ore dopo. La cosa più bella è sapere di essere riuscito a costruire qualcosa che funziona veramente. La distanza tra un pensiero e la sua realizzazione – conclude Saluci – è molto più breve di quanto si possa mai immaginare”.

di Giuseppe Iasparra