Il virus del Nilo Occidentale viaggia nel Bacino del Po: si espande di 43 chilometri all’anno

by / giovedì, 13 luglio 2017 / Published in ACQUA e TERRITORIO, CATTIVE NOTIZIE, IN VETRINA
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L’Italia è il paese europeo col maggior numero di casi di virus del Nilo Occidentale, variante 2, segnalati all’anno. In uno studio dei ricercatori dell’Università di Milano, in collaborazione con Padova e Pavia e gli Istituti zooprofilattici di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, è stata ricostruita la mappa della diffusione del virus in Europa e nel nostro Paese. E si è scoperto che l’infezione si espande seguendo il corso del Po e dei suoi affluenti.

“The Italian isolates formed two highly significant sub-clades: one including the majority of the sequences obtained in the eastern part of the Po valley (mainly Rovigo and Ferrara) and the other the majority of the isolates obtained in the western part of the valley (mainly Lodi, Pavia and Cremona); the strains isolated in the central region of the Po valley (Mantua, Modena and Parma) were distributed in both sub-clades.”

Il virus (West Nile Virus, WNV) si diffonde attraverso la puntura di zanzare, in particolare la specie Culex. Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica, ma nel 20% dei casi può provocare febbre, mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari. In casi rari l’infezione può sfociare in sintomi neurologici gravi, portando al coma e a danni neurologici permanenti e talvolta alla morte.

“Dopo il suo ingresso in Ungheria nel 2004, si ipotizza che WNV-2 abbia raggiunto l’Italia intorno al 2008, quattro anni prima del suo primo isolamento in ospiti umani. Il luogo di ingresso è stato stimato in un’area compresa tra l’Adriatico e la valle centrale del Po – evidenzia la ricerca –  da qui, il virus si sarebbe diffuso lungo l’asse del maggiore fiume Italiano: verso est raggiungendo il delta del Po e il Veneto, e verso ovest in Lombardia e in Piemonte”.

Complessivamente, in 8 anni, il virus si è spostato per circa 240 chilometri sull’asse est-ovest, e per 130 su quello nord-sud, con una media di quasi 43 chilometri l’anno.

Per la prevenzione della trasmissione trasfusionale di WNV in Italia è in atto dal 2008 un piano di sorveglianza nazionale, che prevede la ricerca sistematica, tra giugno e ottobre, del virus in campioni di zanzare e animali sentinella (uccelli e cavalli).

 

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