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Ferrara, il ponte sul Po confine invalicabile

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Niente da fare, il ponte sul fiume Po rimane un confine invalicabile per colpa del Coronavirus. Nessuna deroga, dunque, e impossibilità di fare visita ai propri congiunti che si trovano al di là del Grande Fiume, nonostante una manciata di chilometri di distanza.

Riguardo agli spostamenti tra una regione e l’altra, il decreto non lascia margini. Fatti salvi, ovviamente, gli spostamenti per motivi di lavoro o per rientrare alla propria residenza, rimane vietato passare da una all’altra. Nemmeno se a dividerle c’è solo un ponte lungo qualche centinaio di metri. E di fronte a una norma tanto chiara, gli enti locali non hanno armi. Impossibile forzare la mano o agire in deroga.

“Purtroppo c’è poco da fare – commenta laconico il sindaco di Ferrara Alan Fabbri dopo aver lungamente riflettuto sulla situazione – Noi sindaci non abbiamo la possibilità di andare in deroga a una scelta di carattere governativo. È importante quindi che i ferraresi sappiano che, nonostante la fase 2 allenti un po’ i vincoli, non potranno andare in Veneto”.

Dopo giorni di lavoro e di studio ha dovuto arrendersi anche il sindaco di Occhiobello Sandra Coizzi. “Ci siamo arenati perché come Comune non abbiamo la possibilità di emettere ordinanze che vadano in contrasto con il governo. L’auspicio, è che la visita ai parenti anche al di fuori della regione di residenza venga permessa il prima possibile”.