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Imposte e tasse per i territori colpiti dal terremoto?

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E’ possibile trovarsi d’accordo contemporaneamente con Vasco Errani, Roberto Formigoni e Luca Zaia, rispettivamente governatori di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto? Per una volta sembra proprio di sì tanto più che i tre, sull’argomento, stanno dimostrando di andare d’accordissimo tra loro.
Di fronte all’ipotesi estremamente reale della fine della sospensione IMU sugli immobili inagibili e l’esenzione e IRPEF e IRES sui redditi dei fabbricati sgomberati dopo il terremoto, i tre governatori hanno scritto una lettera a sei mani destinata a Mario Monti e Vittorio Grilli in cui chiedono di “rinviare al 30 novembre le scadenze di tutti gli adempimenti tributari, fiscali, contributivi e amministrativi per i residenti nelle zone colpite dal terremoto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. E per chi continua ad avere problemi abitativi o produttivi dovuti al sisma, un ulteriore slittamento al 30 giugno 2013”.
Ci chiediamo come possa un imprenditore che ha visto crollare la sua impresa  pagare adesso le tasse come se invece avesse continuato tranquillamente a lavorare. E anche perchè, e secondo quale logica, un cittadino rimasto senza la sua abitazione (o che almeno non ci può ancora rientrare) debba pagarci sopra anche l’IMU.
Per il momento non pare proprio che l’orientamento del governo sia a favore di  un’ulteriore proroga e così non ci rimane, per questa volta, che schierarci con decisione a fianco dei tre governatori regionali. Chiediamo la comprensione dello stato per le popolazioni colpite dal sisma di maggio e rivendichiamo il diritto dei territori terremotati di poter risolvere con dignità gli spropositati problemi che li stanno affliggendo.