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Interrogazione M5S alla Camera sulla pesca di frodo nel fiume Po

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Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05053 presentato da TRIPIEDI Davide, M5S, mercoledì 18 marzo 2015, seduta n. 394 per sapere se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, non ritengano urgente aumentare i controlli su tutte le aree del fiume Po ove è conosciuta la presenza di fenomeni di bracconaggio e non intendano assumere iniziative per modificare le normative vigenti al fine di inasprire le sanzioni per chi effettua pesca di frodo.

Leggi il nostro servizio dell’8 marzo Giornalisti di Azione Fluviale nel bunker dei Predoni del Po

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’interno, al Ministro della salute. – Per sapere – premesso che:

in data 28 febbraio 2015, sul quotidiano online «Corriere.it», veniva pubblicata la notizia riguardante l’ultimo dei numerosi episodi di sequestro da parte delle autorità, di materiale in possesso dei pescatori di frodo presenti da almeno un decennio lungo il corso del fiume Po;

nell’articolo, veniva sottolineato che, allo stato attuale, sono almeno 400 i pescatori di frodo del Po che adottano sistemi illegali consistenti nell’utilizzo in reti di centinaia di metri, elettrostorditori e sostanze chimiche per pescare quantità ingenti di pesce da rivendere sui mercati est-europei e, in parte, italiani;

si stima che il mercato creato dai bracconieri sia di 2-3 carichi a settimana da 30 quintali ciascuno, rivenduti a prezzi di molto inferiori a quelli di mercato;

il comandante del Corpo forestale di Rovigo, Gianfranco Munari, nell’articolo ha dichiarato, riferendosi alla possibilità di applicare sanzioni ai bracconieri, che lo Stato ha le armi spuntate, riferendosi alla mancanza di rigide normative atte a far sì che il fenomeno non si possa ripetere così come invece accade dopo poco tempo che i bracconieri vengono sanzionati. Come afferma il comandante della polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli, le sanzioni non hanno effetto sui predatori, visto che su 46 mila euro di multe elevate, ne sono stati riscossi solo 4.500;

vi è anche un altro problema sottolineato dal presidente della provincia di Rovigo, Marco Trombini, riguardante il problema del «facile» rilascio delle licenze professionali di pesca che chiunque può chiedere alla provincia di appartenenza al prezzo di circa 50 euro e che ai bracconieri servono come copertura in caso di controllo da parte delle autorità preposte. Lo stesso presidente, viste le dimensioni che ha raggiunto il fenomeno del bracconaggio sul Po, ha definito la situazione al limite del disastro ambientale riportando i dati dell’università di Ferrara che ha stimato che in un anno, nella stessa città, è andato perso un terzo del patrimonio ittico esistente;

le stesse problematiche sono argomento di importanti discussioni del Movimento Gruppo Siluro Italia e del gruppo Carp Fishing Italia, a livello nazionale tra i più sensibili alle tematiche inerenti ad una pesca fluviale corretta e rispettosa per l’ambiente, che tramite i loro siti internet denunciano da anni le illegalità e dispensano consigli per risolvere la questione di illegalità creatasi lungo il fiume Po. Sempre dai loro siti, si rileva che il Movimento Gruppo Siluro Italia, nel proprio statuto, promuove corsi di formazione per propri operatori e guardie per il servizio di vigilanza ecologica ed ecozoofilia, nonché di protezione civile, atte a collaborare con le fasce sane delle pubbliche istituzioni alla vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali relativi alla salvaguardia della natura, dell’ambiente, della protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico ivi compresa la pesca, e per le emergenze in ambito di protezione civile. Il gruppo Carp Fishing Italia, annovera nelle sue fila anche il corpo delle guardie particolari giurate volontarie ittiche, che esercitano poteri autoritativi e certificativi nell’ambito dell’attività di protezione del patrimonio indisponibile dello Stato (fauna ittica), che per tale motivo ricoprono la carica di pubblici ufficiali;

sensibile alla tematica, vi è anche il gruppo A.S.D. Padus Chignolo Po, associazione sportiva dilettantistica di pesca impegnata attivamente nella salvaguardia ambientale che oltre all’attività sportiva propone anche attività ludiche e giornate di sensibilizzazione atte a ristabilire il corretto rapporto tra uomo e natura;

in data 16 aprile 2014, veniva pubblicato sul quotidiano online «ilpiacenza.it», la notizia riguardante la realizzazione della struttura per il passaggio dei pesci lungo il Po, attraverso la diga della centrale idroelettrica più grande d’Italia ad acqua fluente di Isola Serafini, nel Comune di Monticelli d’Ongina (PC). Il progetto iniziato il 3 dicembre 2012, si concluderà il 30 giugno 2017. Tra gli obiettivi prioritari vi è la realizzazione del corridoio ecologico fluviale che permetterà di ripristinare le rotte di migrazione della fauna ittica per centinaia di chilometri dal mare Adriatico sino al Lago di Lugano. Tra i soggetti sostenitori dell’opera, vi è anche il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

è facilmente intuibile che sino a che tale corridoio non verrà aperto, i bracconieri potenzialmente potranno svolgere l’attività di pesca di frodo di quantità di pesci ancor più elevate per la presenza della diga –:

se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, non ritengano urgente aumentare i controlli su tutte le aree del fiume Po ove è conosciuta la presenza di fenomeni di bracconaggio e non intendano assumere iniziative per modificare le normative vigenti al fine di inasprire le sanzioni per chi effettua pesca di frodo;

se i Ministri interrogati, ognuno per le proprie competenze, non intendano assumere iniziative volte a modificare le normative inerenti alla pratica della pesca fluviale, tenendo in considerazione l’opportunità di vietare il metodo di pesca tramite reti;

se i Ministri interrogati non intendano incontrare il Presidente della provincia di Rovigo, Marco Trombini, il comandante del Corpo forestale di Rovigo, Gianfranco Munari, il comandante della polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli e rappresentanti delle associazioni Movimento Gruppo Siluro Italia, Carp Fishing Italia e A.S.D. Padus Chignolo Po, al fine di poter interagire al meglio alla ricerca di una soluzione che possa risolvere l’annosa situazione creatasi sul fiume Po, causata dai pescatori di frodo sopracitati;

se non vi sia la possibilità, da parte del Governo, di velocizzare i lavori per la realizzazione del sopracitato corridoio ecologico fluviale della diga presente all’Isola Serafini, allo scopo di poter preservare le specie ittiche e la loro riproduzione nel corso del fiume Po, così da poter riequilibrare, almeno in parte, il disastro alla fauna ittica arrecato dai pescatori di frodo.