Home Acqua e Territorio Ispezione dei ricercatori Ingv alla grande frattura di Ferrara: niente di preoccupante.

Ispezione dei ricercatori Ingv alla grande frattura di Ferrara: niente di preoccupante.

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di Maria Ferdinanda Piva

Fedora Quattrocchi, la ricercatrice dell’Ingv che si occupa sul campo dei “transienti sismo geochimici ed ambientali” (i fenomeni che possono precedere i forti terremoti), per ricerca ha ispezionato oggi la grande frattura che si è aperta sul terreno a Ferrara, in prossimità del centro commerciale “Il Castello”: lunghezza 20 metri, ampiezza fino a 15 centimetri. Era in collaborazione con la collega Alessandra Sciarra, nel frattempo presso l’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) a svolgere analisi.

Il succo del succo è: in realtà si tratta di più crepe e non di una sola; non dovrebbero essere dovute necessariamente solo alla siccità; in ogni caso non sono nulla di preoccupante perché le modeste quantità di flusso di anidride carbonica e metano che ne fuoriescono sono tutto sommato nella norma per la zona. Ecco le sue parole.

Dice Fedora Quattrocchi: “Di solito le crepe che si formano per la siccità sono meno evidenti ed ancor più numerose; interessano un’area ancor più vasta, hanno una forma meno allungata e tendono ad assumere la forma di poligoni. Se la causa davvero fosse solo la siccità, crepe analoghe dovrebbero formarsi in tutti i sentierini percorsi da biciclette o pedoni, e non solo in questo sporadico caso”.

“Quindi, per scrupolo, abbiamo misurato i flussi di geogas che escono dalla frattura principale, avvalorando l’ipotesi iniziale di “fratture non tettoniche”. Infatti oggi abbiamo registrato fuoriuscite di anidride carbonica e di metano dell’ordine di grandezza in media, rispettivamente, di circa 40 g /m2 giorno-1 e 1 g /m2 giorno-1: nulla di particolarmente anomalo, soprattutto per il metano il cui flusso non si discosta dalla media dei valori riscontrati nell’area padana prima o durante il terremoto del 2012″.

“Il nostro gruppo non possiede dati pregressi sul flusso di anidride carbonica e di metano relativi specificamente a Ferrara. Il progetto in collaborazione con l’Università di Ferrara che abbiamo recentemente discusso con l’assessore regionale Paola Gazzolo prevede anche per la zona di Ferrara la verifica dei flussi e concentrazioni di geogas (anidride carbonica, metano, elio, argon, idrogeno solforato) lungo fratture evidenziate come eventuali ‘transienti’ di processi di preparazione di forti terremoti. Prevede anche un questionario sui transienti stessi a disposizione della popolazione, come a Bagni di Lucca“.

“Si spera che il progetto vada avanti, altrimenti le verifiche dei transienti non sono sempre possibili in tempo reale, come in altre regioni italiane più vicine alla sede del nostro gruppo di lavoro preposto in Ingv a tali verifiche”.

“Storicamente questo tipo di studi, se ben articolati, hanno potuto portare altrove ad usi operativi per la Protezione Civile: oggi questo non è ancora possibile in Emilia Romagna o in Italia in generale. Si va verso questa direzione. Una direzione difficile ma molto intrigante per la ricerca sismogeochimica, evitando le interpretazioni semplicistiche o inutili allarmismi di attuali ricercatori isolati”.

“Non si deve infatti fare inutile allarmismo quando si ravvisa un transiente o presunto tale, ma occorre in ogni caso fare anche questo tipo di misure o altre misure con camera termica, Insar eccetera. Caso per caso”.

“In questo caso credo che si sia detto tutto quello che vi era da dire e nelle prossime ore potrei voler fare delle misure di concentrazione di radon dal suolo, ma non so se ho tempo dato che ho altre urgenze”.

“Per il tipo di stazioni geochimiche on-line utilizzate, basta visitare martedì a Firenze il nostro poster alla Intern. Goldschmidth Conference of Geochemistry, in cui Massimo Coltorti è il presidente del Comitato italiano. Io ho l’umile ruolo di responsabile per la sponsorizzazione in Italia: purtroppo le industrie preferiscono sponsorizzare eventi delle fondazioni dei politici piuttosto che le conferenze internazionali scientifiche su queste ricerche di base. A Roma diciamo ‘Ha da venì baffone’…”

Foto Rudy Bandiera su Facebook