Home in Vetrina La battaglia di Luzzara: 7.000 morti in quattro ore

La battaglia di Luzzara: 7.000 morti in quattro ore

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Schema degli accampamenti delle due armate

Forse non tutti sanno che a Ferragosto, come ogni anno dal 2002, in occasione del terzo centenario della Battaglia in cui morirono 7mila soldati tra Riva di Suzzara e Luzzara, al confine tra il mantovano e il reggiano, si svolge l’iniziativa “Pensieri di Pace” organizzata dal Centro Studi di Riva.

Nel luogo della carneficina, grazie alla sensibilità del parroco don Giorgio Bugada è sorto il Memoriale della Riconciliazione nel Parco di San Colombano, là dove iniziò la battaglia alle ore 5 locali del pomeriggio, corrispondenti alle attuali 18.30. La cerimonia inizia col suono della campana: allora fu suonata la tromba.

La battaglia di Luzzara del 15 agosto 1702 fu uno dei principali avvenimenti che caratterizzarono la guerra per la successione spagnola combattuta dal 1700 al 1714.

Tutto ebbe inizio con la morte del re di Spagna, Carlo II, avvenuta il 1° novembre 1700. Egli non lasciò successori diretti per il trono di Spagna ma, tramite testamento, nominò suo unico erede il Duca Filippo D’Angiò, nipote di Luigi XIV, re di Francia.

Questo fatto, che avrebbe significato il predominio della monarchia francese, allarmò tutta l’Europa e Filippo D’Angiò, che successe a Carlo II col nome di Filippo V, entrò subito in Spagna nel 1701. La reazione dell’Imperatore d’Austria Leopoldo I fu immediata.

Ritenendo di fondamentale importanza la questione dell’assetto dell’Italia come cardine principale di tutto l’equilibrio europeo, fece invadere il Milanese (all’epoca dominio spagnolo) dalle sue truppe.

Ancora più preoccupata fu la reazione dell’Inghilterra, la quale vide come pericolo principale il formarsi di una grande flotta franco-ispano-fiamminga. Londra, che si coalizzò con l’Olanda (1701) e con l’Austria (1702), fu spinta alla guerra dal pericolo che la Francia si impadronisse del ricco mercato delle Indie Spagnole.

A questa coalizione (gli Imperiali) aderirono anche gli elettori del Palatinato e dell’Hannover e Federico I, l’elettore del Brandeburgo riconosciuto da poco Re di Prussia dall’Imperatore.

Luigi XIV oppose il nuovo blocco franco-ispanico (gli Alleati) spalleggiato dal Duca di Savoia Vittorio Amedeo II (che nel 1703 fu protagonista di un totale voltafaccia, passando nel campo imperiale), dal Duca di Mantova e Monferrato, dagli elettori di Colonia e di Baviera e dal Re del Portogallo.

L’area italiana diventò subito lo scenario delle prime battaglie tra i due schieramenti. Nella Pianura Padana le truppe imperiali, guidate dal Principe Eugenio di Savoia, si scontrarono nel 1701 a Carpi di Legnago (Verona) e a Chiari (Brescia) con quelle franco-spagnole comandate dal generale francese Catinat, e nel 1702 a Cremona e Luzzara, con gli Alleati guidati prima dal Villeroy e quindi dal Vendôme.

La guerra si protrasse con vicende alterne sino al 1713-14, anni nei quali furono firmati i trattati di pace di Utrecht e di Rastadt. Questi definirono una sistemazione generale dell’Europa, che scongiurò il predominio della monarchia del Re Sole Luigi XIV e rappresentò l’affermazione della politica di equilibrio tra i vari Stati europei.

Nell’estate del 1702 i due schieramenti si combattevano per il controllo del mantovano. Gli Alleati avevano ottenuto notevoli rinforzi dalla Spagna per via mare e dalla Francia attraverso i passi alpini, al punto che potevano ormai contare su una sicura superiorità numerica nei confronti degli Imperiali.

Forti di questo vantaggio, messa in fuga la guarnigione tedesca di Guastalla, i francesi, provenienti da sud, proseguirono la marcia verso nord. La metà di agosto, prima di tentare l’assalto a Borgoforte, Il Vendôme, superata di poco Luzzara,nelle campagne a sud di Riva, dispose il campo e ordinò l’apprestamento di alcune difese campali.

Dal canto suo il principe Eugenio di Savoia, ricevuta notizia nel suo quartier generale di Sailetto sulle intenzioni dei nemici, decise di abbandonare immediatamente l’assedio di Mantova e di concentrare tutte le forze a sua disposizione a destra del Po ponendo il suo quartier generale nei pressi dell’abitato di Riva, in una masseria posta tra la chiesa del paese e l’argine maestro.

La disposizione delle forze in campo era tale per cui la sinistra degli Alleati e la destra degli Imperiali si appoggiavano all’argine del Po, mentre il resto si distendeva in aperta campagna in un terreno accidentato e inframmezzato da fossi, canali, siepi e con qualche opera campale provvisoria. Al mattino del 15 agosto anche i reparti Imperiali dislocati più lontano, richiamati d’urgenza dai loro comandanti, raggiunsero il grosso e si disposero sulla linea di combattimento.

Verso le ore cinque del pomeriggio dello stesso giorno il principe Eugenio, visto che gli Alleati tardavano ad aprire le ostilità, con due colpi di cannone diede il segnale dell’inizio del combattimento.

Il suo piano era quello di staccare gli avversari dall’argine del Po per tentare l’accerchiamento. A questo scopo lanciò ripetutamente le sue truppe all’attacco senza ottenere alcun risultato per l’accanita resistenza incontrata e per la potenza del fuoco nemico che contrattaccò con grande prontezza.

Gli eserciti si affrontarono con grande accanimento, e solo le fatiche dell’intensa giornata e l’inoltrarsi della notte separarono alla fine le due armate. Nei giorni seguenti, di tanto in tanto, qualche cannoneggiamento segnalava la presenza del nemico, ma ormai nessuno dei due eserciti dava l’impressione di voler riprendere le ostilità. Entrambe le armate preferirono infatti restare nelle loro posizioni, fino a che il freddo e la stagione le costrinsero a ritirarsi nei quartieri d’inverno.

Le perdite durante la battaglia furono ingentissime, ammontando, secondo le fonti più attendibili, a circa 2800 effettivi tra le fila degli Imperiali e a 4600 tra quelle degli Alleati.

In poco più di quattro ore (dalle cinque alle nove pomeridiane) rimasero uccisi più di 7000 uomini! La battaglia del 15 agosto 1702 fu un episodio di notevole efferatezza nel quadro della guerra di successione spagnola che ebbe un esito incerto e che lasciò, come ricordano le cronache, le campagne di Riva e le zone circostanti ricoperte di cadaveri, molti dei quali rimasti insepolti a distanza di molti mesi dall’evento bellico.

Si ringrazia per  “La Battaglia di Luzzara” il Centro Studi di Riva