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La Nena prigioniera del mandracchio della conca

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La draga entrata in primavera nel mandracchio della conca di Pontelagoscuro

Riportiamo questa comunicazione di Georg Sobbe, comandante della Motonave Nena.

 

“E’ dal 15 luglio circa che il livello idrometrico del Po Grande tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena è sceso così tanto da rendere impossibile al nostro battello di entrare in Po.

Nel cosiddetto mandracchio, il breve pezzo di canale che collega il bacino della conca con il grande fiume, sono rimasti non più di 60 centimetri di acqua, mentre per uscire la Nena avrebbe bisogno di almeno 120 cm di profondità.

La causa non è soltanto da cercare nella mancanza di piogge tipica del periodo estivo ma soprattutto nel massiccio prelievo di acqua irrigua, che attraverso le idrovore viene derivata nei canali di bonifica presenti in tutta la regione.

Inoltre il mandracchio non viene dragato di ufficio da almeno sei anni, e non c’è speranza su tutto l’orizzonte della pianura padana di vedere una draga a Ferrara.

D’accordo, con questi livelli non si arriverebbe in barca neanche oltre il paese di Occhiobello o l’Isola Bianca ma un giretto sul Po Grande davanti a casa sarebbe pur sempre possibile.

L’unico intervento che aveva mitigato la situazione salvando così il primo mese e mezzo del post Covid era stata l’entrata in conca di un’imbarcazione per l’escavazione di sabbia che in primavera, dovendo passare dalla conca per un intervento tecnico, si era creata da sola la sua “strada” per entrare.

Non resta altro pertanto che aspettare che i livelli del Po si rialzino, fenomeno che si verificherà al più tardi quando la campagna irrigua, in particolare del mais, sarà finita.

Nel frattempo il programma della Nena dovrà essere svolto sul Po di Volano, quest’estate sempre in piena proprio perché il Po Grande è in secca.

Per informazioni dettagliate e il livello sempre attuale del fiume potete consultare la pagina sempre aggiornata: http://www.agenziapo.it/content/monitoraggio-idrografico-0