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La piena del Secchia irrompe nelle golene

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Vigilati gli argini. ll Po basso aiuta il deflusso, ma restano i livelli d’allerta. E a monte si svuotano i laghi per il timore di nuove piogge

Dopo quella dei canali che a Moglia ha fatto preallertare nella notte 141 residenti, anche l’ondata di piena del Secchia passa senza fare danni. Il fiume, alimentato dalle forti piogge cadute in Emilia, come previsto è esondato nelle golene allagando i campi ed i pioppeti da Moglia alla foce a San Benedetto, ma già a fine mattinata di domenica ha iniziato il lento ritiro aiutato dai bassi livelli del Po che hanno accelerato il deflusso delle acque verso valle.
Non c’è stato bisogno di emettere ordinanze di evacuazione dei residenti, anche se gli argini restano tuttora vigilati dagli uomini della Protezione civile che non abbassano la guardia . Non c’è, infatti, da stare ancora tranquilli.

Il meteo indica una fase nuovamente perturbata con arrivo di possibili piogge già a partire da oggi che potrebbero essere anche di forte intensità sull’Appennino. E le previsioni a medio e lungo termine non escludono fasi di maltempo per altre due settimane. Per questo le casse di espansione utilizzate nei giorni scorsi come sfogatoi d’urgenza per deviare e trattenere le acque del Secchia in eccesso, da ieri pomeriggio sono state svuotate proprio per il timore delle nuove perturbazioni. Resta dunque l’allerta sul Secchia per il permanere degli alti livelli del fiume e dei canali che potrebbe provocare qualche piccolo cedimento nei terrapieni arginali stressati dalle prolungate piogge e dalla recente piena di Pasqua.
All’idrometro di Bondanello l’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, ha registrato una quota di 9 metri e 93 centimetri sopra lo zero idrometrico, ovvero la media del fiume. Appena due metri sotto il record storico.
Da ieri mattina si è registrato un calo progressivo che potrebbe continuare anche nella giornata di oggi. Contrastato però dal rilascio da monte delle acque trattenute nelle casse di espansione e che ha evitato, nella notte più critica, quella fra venerdì e sabato, l’allagamento di parte di Moglia per la quale è stato revocato ieri il preallerta.

I danni più consistenti delle piogge dei giorni scorsi, le più consistenti degli ultimi trent’anni, si sono registrate a monte del Mantovano. Oggi in Emilia i tecnici hanno iniziato a mappare il territorio e le criticità segnalate, anche avvalendosi di sorvoli con elicotteri.
“Poi speriamo che si reperiscano le necessarie risorse per dare delle risposte” ha detto al tgr Rai dell’Emilia Romagna il prefetto Franco Gabrielli, capo dipartimento della protezione civile nazionale, dopo un sopralluogo su una frana provocata dal maltempo nell’Appennino Reggiano.
Il presidente della regione Emilia, Vasco Errani, ha firmato sabato la richiesta dello stato di emergenza per tutta la regione. Nella lettera al governo e alla protezione civile nazionale è stato quantificato un primo fabbisogno in 63 milioni di euro. Gazzetta di Mantova