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Il Giornale del Po attracca in darsena a Ferrara

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un momento della conferenza stampa in darsena a Ferrara

L’avevamo già anticipato. Ne avevamo parlato a lungo tra noi giornalisti di azione fluviale e con gli amici dell’Associazione Fiumana di Ferrara. Abbiamo impiegato qualche mese a rinnovare la gabbia del giornale e a focalizzare la nostra attenzione attorno ai temi più urgenti del Grande Fiume e dell’intero bacino fluviale. Abbiamo osservato con cura il territorio cercando di individuarne le maggiori criticità e le migliori opportunità e siamo alla fine arrivati alla conclusione che avere un complice fidato sulla sponda del fiume, in una città come Ferrara, è per noi la migliore delle situazioni possibili per fare meglio e con maggiore incisività il nostro lavoro.

Da ieri, quindi, alcune cose sono cambiate per il Giornale del Po: è cambiato l’editore che ora è rappresentato da Georg Sobbe in qualità di presidente dell’Associazione Fiumana di Ferrara e cambia anche l’indirizzo della sede legale del giornale che non è più a Bologna ma in darsena a Ferrara. Per quello che riguarda l’attività giornalistica, invece, non ci sono novità: Andrea Dal Cero rimane direttore responsabile e il comitato di redazione è immutato.

Abbiamo scelto Ferrara come sede della narrazione quotidiana di tutto il bacino fluviale perché la capitale estense si trova in questi anni a rivedere completamente il suo rapporto con il fiume. Perché proprio in questo periodo la città è obbligata dalla storia e dal buon senso a rivalutare il suo ruolo di crocevia del Po. Lo annunciamo con grande convinzione da questa darsena deserta, orfana di barche e di ogni struttura, in attesa di una rinascita non più procrastinabile e di un futuro che potrebbe essere di grande successo.

Siamo convinti che Ferrara, città d’arte e di grandi tradizioni, diventerà il primo porto del Po per importanza ed attrazione. Vogliamo essere testimoni e protagonisti di questo cambiamento ed è  nostra intenzione seguirne l’evoluzione passo dopo passo. Vogliamo raccontare quello che potrebbe succedere e quello che inevitabilmente succederà.

Ferrara sarà per questo giornale un ottimo osservatorio sull’intero bacino del Po. Da qui avremo modo, finalmente, di coinvolgere in una narrazione corale le tante associazioni, i club, le amministrazioni locali e gli enti preposti alla sicurezza, alla programmazione e allo sviluppo di questo ecosistema potente ma fragile da cui dipendono  lo sviluppo sostenibile, la qualità della vita e la salute di milioni di persone.