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Le bombe destinate allo zuccherificio non caddero sull’argine della Controchiavica. Ok del Genio Militare ai nuovi lavori

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di Gabriele Arlotti

Moglia di Sermide, Mantova. I lavori per la nuova controchiavica sul Fiume Po potranno continuare in tutta tranquillità, nonostante anche da queste parti caddero le bombe alleate destinate allo zuccherificio che riforniva (di alcol) i tedeschi. Infatti, la ricerca di ordigni bellici, cominciata all’inizio del mese d’agosto, non ha portato alla scoperta di nessuna bomba inesplosa interrata entro una profondità di 5 metri. Ora, grazie al Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po, ente attuatore dell’opera e successivamente gestore, la zona è stata totalmente messa in sicurezza.
“La nuova contro chiavica, ubicata all’imbocco tra l’alveo del fiume e l’esistente contro chiavica, sorge in un luogo ricco di storia e teatro di scontri durante la seconda Guerra Mondiale; è un importante manufatto idraulico destinato a rendere più sicuro il territorio” spiega la presidente del Consorzio, Ada Giorgi.
Il lavoro d’indagine e di collaudo del Genio Militare, ha riportato l’attenzione su un fatto storico di particolare rilievo per la zona ovvero i bombardamenti effettuati nel febbraio del 1945 da parte degli Alleati.
Le bombe sganciate dagli equipaggi sudafricani della Saaf, Suid-Afrikaanse Lugmag, e partiti da Iesi con bimotori Martin B-26 Marauder, infatti, distrussero la città di Sermide e causarono una trentina di morti tra i civili.
Il motivo principale dei bombardamenti si ritiene fosse la presenza a Sermide di un importante zuccherificio. Gli zuccherifici diventarono obbiettivi importanti dei bombardamenti alleati per due motivi; l’alcool prodotto dagli zuccheri serviva in primis a realizzare la polvere da sparo, e quindi a produrre carburante sintetico, preparato cui i tedeschi dovevano ricorrere per la scarsità di petrolio.
Sermide pagò cara la locazione dello zuccherificio e, ancora oggi, sono visibili nella cittadina le tracce dei bombardamenti del 45’. Alle volte, poi, si segnalarono i casi di aviatori obiettori che rifiutavano di sganciare bombe su zone abitate e, quindi, preferivano “sbagliare” l’obiettivo sganciando le stesse o nel fiume o in campagna. Purtroppo, per i cittadini di allora, non fu questo il caso e lo zuccherificio venne distrutto con tanto di vittime tra i civili.
Ora, dopo che una ditta specializzata ha verificato l’assenza di masse metalliche attraverso l’infissione di speciali sonde nel terreno, la Bonifica può continuare nel suo operato.