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Zanzare? Si stava meglio con le Sarabighe

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C’è chi ha nostalgia dei vecchi giochi da bambino, chi delle vecchie scuole e relativa serena compagnia, chi dei profumi e dei ritmi di vita di una volta. Io ho nostalgia delle sarabighe, così chiamavano le zanzare, quelle di una volta.

Non so se le ricordate: purché anche le zanzare cambiano.

Innanzitutto erano anche eleganti, nella loro magrezza, con quelle gambine lunghe e diafane di anoressia, e il corpicino di colore beige. Avevano un comportamento educato, quasi signorile e distaccato.

Innanzitutto, operavano solo dall’imbrunire in poi, mai nella luce del giorno: e questo per noi era già un bel vantaggio. Alla luce del giorno c’era una tregua armata, che cessava regolarmente al tramonto per riprendere all’alba; e ai quei tempi le tregue si rispettavano.

Un volo leggero, timido, rispettoso.

Le sarabighe avevano una tattica di approccio assolutamente dolce, quasi esitante: vi giravano intorno con aria apparentemente distratta, quasi da passeggiata serotina che, guarda caso, passa proprio di lì: e proprio se eravate distratti, ma molto distratti, si posavano sulla vostra pelle per abbeverarsi, proprio come fa una brava zanzara.

Avevano anche il senso della pulizia, non c’erano qui da noi vere malattie connesse alla puntura di sarabiga, solo (ovviamente) un leggero bruciore, che però passava presto.

I nostri vecchi dicevano addirittura che la puntura di sarabiga (così come quella delle api) costituiva una sorta di vaccinazione naturale, che preservava da allergie o intolleranze alimentari.

Era facile difendersi, bastava una manata, che provocava una improvvisa accelerazione del volo, una cabrata che si avvertiva dal suono accelerato che cambiava frequenza, per poi scomparire per alcuni minuti, quel tanto da distrarvi alla guardia, e poter effettuare un altro passaggio innocente.

Insomma, erano zanzare corrette ed educate che operavano con discrezione, quasi scusandosi del disagio provocato.

Ora tutto è diverso.

La sarabiga è scomparsa, per lasciar posto alla Zanzara Tigre che è tutta un’altra cosa.

Piccola, nera, incazzosa, ha una tattica di approccio che configura un vero e proprio assalto: un volo diretto, senza fronzoli, così come un chiodo attirato da una calamita: Von Clausewitz ha colpito anche nella tattica delle zanzare.

Hanno un comportamento assolutamente maleducato, non chiedono neanche permesso: sono anche subdole perché la puntura al momento è assolutamente indolore, sicché ve ne accorgerete solo dopo, quando il male è già fatto ed il ponfo inesorabilmente inizia a crescere, per diventare bruciore quasi irresistibile per un bel pò di tempo.

Pare anche che queste abbiano un pungiglione telescopico, perché riescono a perforare anche calzini, camicie, lenzuola: così piccole sono tutte pungiglione e cattiveria.

E poi, addio tregua armata: questa peste attacca sia di giorno che di notte, senza pudore; e pare che la sua puntura possa provocare anche guai seri.

Ma le cattive scuole attecchiscono sempre: è giunta da Genova la notizia dell’arrivo della Zanzara Corcana. Ne è stato trovato un focolaio che arriverà regolarmente, prima o dopo, anche da noi della bassa reggiana, e qui saranno guai perché la sua puntura potrà causare malattie ancora più serie.

Una volta da Oriente venivano i Re Magi, la Stella Cometa e la Conoscenza, oggi arrivano la Vespa Cinese e la Zanzara Corcana.

Non c’è più religione neanche per le zanzare. Oggi anche loro, nel loro piccolo, si incazzano.