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Difendiamo le nostre Zone Umide

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Sabato è stata la Giornata Mondiale delle zone umide. Obbligata la scelta della data. Il 2 febbraio del 1971 infatti venne firmata la Convenzione di Ramsar, o più correttamente Convenzione Sulle Zone Umide di Importanza Internazionale.

Intanto cosa sono le zone umide? La stessa Convenzione le definisce come “le paludi e gli acquitrini, le torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, ivi comprese le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri”.

Descrizione che richiama alla mente molte immagini, vecchie e nuove, che abbiamo visto del Po, dei suoi affluenti e non solo. In Italia sono 56 le zone umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar. Tra queste non poteva mancare il Delta del Po, la più grande “riserva nazionale di zone umide con sbocco a mare privo di sbarramenti” (Fonte:parks.it – portale dei Parchi Italiani). Tra le altre zone umide sempre legate al nostro fiume troviamo l’Isola Boscone e la Palude di Ostiglia, entrambe in Lombardia.

Perché una giornata per celebrare le zone umide?

Pensiamo alle paludi. Per anni sono state considerate un nemico da estirpare, un luogo malsano da arginare, da bonificare, e nella nostra storia vari sono stati gli interventi in questo senso. Eppure le zone umide sono anche aree ricche, ricchissime di biodiversità, strette tra mondi diversi e distanti in grado di creare luoghi quasi magici. Zone ricche eppure fragili: le zone umide costiere come le saline sono tra i luoghi più ricchi di carbonio sulla terra. Sembra infatti che le foreste siano solo al quinto posto nella classifica degli ecosistemi più efficienti nello stoccaggio di carbonio: al primo troviamo proprio le paludi salmastre seguite dalle foreste di mangrovie, dalle praterie di alghe e dalla tundra. In più sono zone in grado di difendere anche fisicamente il territorio adiacente: fronteggiano mareggiate e tsunami, assorbono pioggia e inondazioni da un lato, ritardano gli effetti della siccità dall’altro.

Titolo dell’edizione 2019 della Giornata è stato: “Non siamo impotenti contro i cambiamenti climatici”. Slogan importante, che mette in primo piano il nostro potere di intervenire, di agire, di intervenire direttamente nella difesa del nostro pianeta.